Cronaca

Palma di Montechiaro, fucilate contro auto: arrestato macellaio

Gli agenti del commissariato di Palma di Montechiaro hanno arrestato – sabato scorso – Pasquale Savaia, 30 anni, macellaio originario del paese del Gattopardo, per i reati di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, detenzione illegale di munizionamento, danneggiamento aggravato ed accensioni ed esplosioni pericolose. Nel primo pomeriggio dello scorso 20 novembre il personale […]

Pubblicato 8 anni fa

Gli agenti del commissariato di Palma di Montechiaro hanno arrestato – sabato scorso – Pasquale Savaia, 30 anni, macellaio originario del paese del Gattopardo, per i reati di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, detenzione illegale di munizionamento, danneggiamento aggravato ed accensioni ed esplosioni pericolose.

Nel primo pomeriggio dello scorso 20 novembre il personale del Commissariato di P.S. di Palma di Montechiaro interveniva a seguito della segnalata esplosione di colpi di arma da fuoco nel centro cittadino.

Gli agenti, si portavano quindi in Vicolo Bolognino ove una Fiat 500 ivi parcheggiata era stata attinta da numerosi colpi di arma da fuoco, presentando perforazioni in più parti ed il lunotto posteriore frantumato. Le immediate indagini avviate dai poliziotti, anche con l’ausilio delle telecamere del sistema di video sorveglianza installate nella zona, consentivano di individuare il responsabile dell’episodio delittuoso. L’uomo, dopo avere occultato l’arma sotto la felpa che indossava, appiedato raggiungeva il mezzo di proprietà del titolare di un esercizio pubblico, esplodendo almeno due colpi dell’arma caricata a pallettoni all’indirizzo del mezzo, dileguandosi. Savaia veniva rintracciato ed arrestato all’interno della macelleria della moglie ove, dopo avere consumato l’atto delittuoso, era tornato a svolgere il proprio lavoro.

Nel corso dell’attività di indagine si procedeva ad effettuare una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dello stesso all’esito della quale venivano rinvenute altre cartucce del medesimo calibro, occultate all’interno di una nicchia ricavata in una parte dell’immobile. Dopo le formalità di rito l’arrestato veniva condotto presso la casa circondariale di Agrigento.

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