“Amici vi lu vogliu raccuntari”, Montaperto celebra le proprie radici
Un libro che raccoglie poesie, aneddoti e storie in dialetto siciliano firmate da autori montapertesi
Il 25 aprile, il suggestivo Borgo di Montaperto, all’interno della chiesa SS del Rosario, ha ospitato la presentazione del terzo volume di “Amici vi lu vogliu raccuntari”, un libro che raccoglie poesie, aneddoti e storie in dialetto siciliano firmate da autori montapertesi. L’evento, di alto valore identitario, si è svolto alla presenza delle autorità del territorio: il Sindaco di Agrigento, Dott. Francesco Miccichè, il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Dott. Gaetano Pendolino, e il Consigliere comunale e provinciale di Agrigento Dott. Nino Amato, organizzatore della serata.
L’incontro è stato aperto dai curatori dell’opera, il Dott. Daniele Settembrino e Giuseppe Siracusa, i quali hanno sottolineato l’importanza di preservare il dialetto e le storie popolari come prezioso bagaglio culturale da tramandare alle nuove generazioni. Protagonisti della serata i quattro autori della raccolta: Giuseppe Siracusa, Maurizio Incorvaia, Salvatore Caruana e Zina Montalbano, che si sono alternati nella presentazione delle proprie opere. La serata, moderata da Gabriella Omodei, ha beneficiato dell’approfondito commento letterario del Prof. Elio Di Bella. I testi hanno preso vita grazie alle voci narranti di Marcella Lattuca e Paolo Di Noto del Nuovo Piccolo Teatro. Presente anche la presidente del teatro, Caterina Montalbano, che, ereditando la passione del padre Pippo Montalbano, ha collaborato attivamente all’organizzazione dell’evento.
Momento di grande intensità emotiva è stata la partecipazione di Salvatore Nocera Bracco. Medico, cantautore e attore, Nocera Bracco ha incantato la platea con la sua energia eclettica, capace di far dialogare il rigore della scienza con la sensibilità dell’arte, confermandosi un instancabile cercatore di arte e animatore culturale. La manifestazione si è conclusa con la consegna delle targhe di riconoscimento agli ospiti e ai partecipanti. La serata ha rappresentato un momento fondamentale per la riscoperta dell’identità locale. In un’epoca di globalizzazione, iniziative come questa dimostrano che la cultura del territorio e il dialetto non sono semplici residui del passato, ma pilastri vivi su cui costruire il senso di appartenenza e la coesione di una comunità.

