Cultura

Il Tempio di Ercole ad Agrigento trasformato in un viaggio digitale gratuito

Le colonne diventano sfere colorate che ruotano nello spazio, poi si cammina in un corridoio ipnotico in cui scorrono fotografie delle rovine fatte da angolazioni diverse, infine un’intelligenza artificiale ricostruisce il tempio sotto gli occhi di chi guarda

Pubblicato 17 minuti fa

Il Tempio di Ercole viene trasformato: le colonne diventano sfere colorate che ruotano nello spazio, poi si cammina in un corridoio ipnotico in cui scorrono fotografie delle rovine fatte da angolazioni diverse, infine un’intelligenza artificiale ricostruisce il tempio sotto gli occhi di chi guarda. È quello che succede nel nuovo Viaggio di Tecnologie Umanistiche, l’esperienza digitale gratuita realizzata da Luca D’Angelo e dedicata interamente al monumento della Valle dei Templi.

Nel nuovo Viaggio le rovine del tempio vengono ricostruite in 3D e poi trasformate tre volte, ognuna a partire da un’idea filosofica del Novecento. L’esperienza dura meno di due minuti, è gratuita, si fa da computer o da cellulare senza scaricare nulla.

Nella prima, le colonne si staccano dalla base e diventano sfere colorate che ruotano nello spazio. Sono attraenti, piene di colore, ma cancellano il tempio sotto gli occhi di chi guarda: le immagini prendono il posto della realtà fino a sostituirla. È l’idea della società dello spettacolo di Guy Debord. La musica è di attesa, fa intuire che qualcosa sta per succedere.

Nella seconda, ci si ritrova dentro un corridoio rosso da cui non si può uscire. Scorrono fotografie del tempio scattate da angolazioni diverse, a due velocità prestabilite, ma a sceglierle non è il visitatore: è la macchina fotografica. Il filosofo Vilém Flusser parlava di apparato: non siamo noi a fotografare il monumento, è la macchina fotografica che costringe a rispettare le sue regole. La musica si fa cupa.

Nella terza, compare un prompt “Crea Tempio di Ercole” e un’intelligenza artificiale inizia a generare la struttura. Mentre la macchina mette insieme le forme, è chi guarda a riconoscere il tempio e ad attribuirgli un significato. È la distinzione di John Searle tra sintassi e semantica: la macchina compone i pezzi, l’uomo dà il senso. La musica si alleggerisce, diventa un jazz elettronico, un ballo. La grafica è minimale e dichiaratamente fantascientifica: linee luminose, neon, geometrie essenziali, atmosfere ispirate a Tron e al cyberpunk. È una scelta voluta, necessaria a preparare chi usa l’esperienza alle tre trasformazioni. Anche le musiche cambiano con le tre trasformazioni: attesa, cupa, leggera… e diventano parte integrante dell’esperienza.

I Viaggi di Tecnologie Umanistiche sono percorsi digitali brevi e immersivi in cui luoghi reali vengono trasformati da idee umanistiche. Ogni viaggio dura pochi minuti e combina esplorazione, grafica interattiva e riferimenti a pensatori umanistici. Sul sito sono disponibili anche altri Viaggi ambientati in luoghi reali. Tecnologie Umanistiche è un progetto ideato da Luca D’Angelo per trasformare idee umanistiche in strumenti ed esperienze concrete. Tecnologie Umanistiche, precedentemente Play Panta Rei, è stato presentato all’Università, al Play Festival di Modena, alla Cineteca di Bologna, al Centro Culturale Candiani di Venezia e a Fashion Camp Milano. Ne hanno parlato Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, Babel Magazine, iSpazio e Macity.

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