Giudiziaria

“Fatture false e bancarotta”, sequestrati 28 milioni di euro all’imprenditore Francesco Gambino

Sequestro beni per un valore di 28 milioni di euro all'imprenditore Francesco Gambino, attivo nel settore trasporti merci su strada

Pubblicato 2 settimane fa



Beni per un valore di oltre 28 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore del settore trasporti merci su strada, Francesco Gambino di 58 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Palermo-Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica. La ricostruzione operata dalla Procura della Repubblica, accolta dai giudici della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, “si basa sugli accertamenti patrimoniali svolti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo(G.I.C.O.), a esito dell’operazione denominata ”Vanish vat” condotta dal I Gruppo Tutela Entrate del medesimo Reparto, che nel 2021 aveva portato all’emissione di una misura restrittiva della libertà personale nei confronti di diversi indagati”, dicono le Fiamme gialle.

Per questi fatti, il primo febbraio 2023, l’uomo è stato ammesso al giudizio abbreviato, tuttora in corso. In particolare, le investigazioni avrebbero “delineato l’esistenza di un’associazione per delinquere, dedita alla commissione dei reati di utilizzo ed emissione di fatture false per un importo di oltre 16 milioni di euro, omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali, indebita compensazione e bancarotta fraudolenta”. Le indagini avrebbero evidenziato che, mediante un consolidato schema fraudolento, articolato sulla creazione di una serie di società di comodo asservite al gruppo imprenditoriale in parola, sarebbe stato abbattuto illecitamente il reddito imponibile delle due imprese realmente operative riconducibili al proposto”. Inoltre, “il sistematico inadempimento degli obblighi impositivi avrebbe determinato il fallimento, dichiarato dal Tribunale di Palermo in data 29.04.2021, di una delle due società, che aveva accumulato un’esposizione debitoria verso l’Erario di oltre 22 milioni di euro”.

Sulla base degli accertamenti svolti dalle fiamme gialle palermitane, il Tribunale ha ritenuto ricorrenti gli elementi per qualificare l’imprenditore quale “soggetto socialmente pericoloso, in quanto indiziato di vivere abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose e, in considerazione della sistematica e costante situazione di sperequazione fra fonti lecite di reddito e beni nella disponibilità”. E ha disposto il sequestro di 8 immobili a Palermo e Ficarazzi (Palermo); 6 società, con sede nelle province di Palermo e Catania; 1 conto corrente; 1 motociclo e 1 autoveicolo, per un valore complessivo di circa 28 milioni di euro. “Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate, consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza”, dicono ancora le Fiamme gialle.

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