Giudiziaria

L’omicidio di Angelo Castronovo, Rallo resta in carcere 

L’omicidio di Angelo Castronovo è da inquadrare nella cosiddetta “Faida di Palma di Montechiaro”

Pubblicato 1 giorno fa

Custodia cautelare in carcere confermata per Giuseppe Rallo, 33 anni, finito in manette lo scorso anno con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Angelo Castronovo, l’agricoltore ucciso a colpi di pistola la sera del 31 ottobre 2022 in contrada Cipolla tra Palma di Montechiaro e Licata. Lo ha stabilito la Cassazione che ha rigettato il ricorso avanzato dall’avvocato Giuseppe Glicerio. La difesa aveva chiesto ai giudici ermellini di scarcerare Rallo sostenendo l’inutilizzabilità dell’esame Stub, cioè il prelievo dei residui di polvere da sparo, ma anche la sussistenza dell’alibi fornito dal 33enne. La Cassazione ha ritenuto infondati i motivi e ha confermato la custodia in carcere.

L’omicidio di Angelo Castronovo è da inquadrare nella cosiddetta “Faida di Palma di Montechiaro”. Si tratta di una guerra tra due famiglie – Rallo e Azzarello – innescata dal furto di un furgone e culminata con tre omicidi. Giuseppe Rallo è ritenuto uno degli “fedelissimi” di Enrico Rallo, la prima vittima della faida, ucciso nel 2015 con tre colpi di pistola di fronte il bar Mazza a Palma di Montechiaro. È stato proprio Giuseppe Rallo, presente quella sera, a trasportare in ospedale Enrico dopo l’agguato. Sempre Giuseppe Rallo è stata l’ultima persona a parlare con la vittima prima del decesso. La figura di Angelo Castronovo si inserisce proprio tra l’omicidio di Enrico Rallo e quello di Salvatore Azzarello, ucciso nell’agosto 2017 nelle campagne di contrada Burraiti. Secondo gli inquirenti Castronovo è centrale in entrambi i delitti: sarebbe stato lui a fornire indicazioni essenziali in entrambi gli omicidi. Enrico Rallo, la sera dell’agguato, aveva appuntamento proprio con Angelo Castronovo. Lo stesso, quasi due anni più tardi, avrebbe rivelato ad Ignazio Rallo, fratello di Enrico, dove si trovasse Salvatore Azzarello. Per quest’ultimo omicidio Ignazio Rallo è stato condannato all’ergastolo

Castronovo era conosciuto in paese come trafficante di armi che agevolmente, con l’aiuto di alcuni suoi fidati collaboratori, riesce ad importare dall’estero. Nel 1991 si salva miracolosamente in quella che è conosciuta la “strage di capodanno”, avvenuta all’interno del “Bar2000” nell’ambito della guerra tra Cosa Nostra e Stidda. Viene arrestato due volte per armi negli ultimi tre anni ma, soprattutto, per gli inquirenti è colui il quale ha fornito informazioni essenziali per eseguire i due delitti. Per il delitto Castronovo sono quattro gli imputati attualmente a processo davanti i giudici della Corte di assise di Agrigento: oltre a Rallo, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, ci sono anche Angelo, Giuseppe e Francesco Azzarello ai quali viene contestato il reato di favoreggiamento e, in particolare, l’aver manomesso alcune telecamere sul luogo del delitto. I familiari della vittima – moglie e figli – si costituiranno parte civile rappresentati dall’avvocato Santo Lucia.

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