Processo Duty free: assolto l’imprenditore Marco Campione; 3 condanne e 12 rinvio a giudizio

Redazione

Processo Duty free: assolto l’imprenditore Marco Campione; 3 condanne e 12 rinvio a giudizio
| Pubblicato il martedì 28 Novembre 2017

Processo Duty free: assolto l’imprenditore Marco Campione; 3 condanne e 12 rinvio a giudizio

di Redazione
Pubblicato il Nov 28, 2017

Undici gli imputati accusati a vario titolo di abuso e corruzione all’interno dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento: coinvolto anche il patron di Girgenti Acque Marco Campione che è stato assolto così come il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Pasquale Leto che però viene condannato per il reato di abuso d’ufficio. L’inchiesta era scattata nel dicembre 2015 per un presunto giro di tangenti in cambio di favori o annullamenti di sanzioni tributarie 

Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Miceli ha letto intorno alle 10.30 la sentenza relativa al processo Duty Free – in un’aula 15 del Tribunale di Agrigentogremitaa – che vedeva undici imputati accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e corruzione per fatti verificatisi all’interno dell’Agenzia delle Entrate. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza nel dicembre 2015, portò all’arresto di 13 persone ipotizzando un giro di tangenti in cambio di favori e annullamenti di sanzioni tributarie.

Personaggio principale è sicuramente Marco Campione, presidente di Girgenti Acque, l’ente che gestisce il servizio idrico in provincia di agrigento: il giudice lo ha assolto perché il fatto non sussiste insieme a Michele Daina, Aurelio Bruno, Francesco Caci, tutti legati al gruppo di Girgenti Acque, il direttore dell’agenzia delle entrate di Agrigento, Pasquale Leto, assolto dall’accusa di corruzione ma condannato ad 1 anno e 4 mesi per abuso d’ufficio. Assolti anche la figlia di quest’ultimo, Francesca .

Condanna per i dirigenti dell’agenzia delle entrate, Tonino Migliaccio e Vincenza Maria Lombardo, a  8 mesi con tutte le attenuanti generiche del caso e al pagamento delle spese processuali oltre che il versamento di 30 mila euro all’agenzia delle entrate, parte civile nel processo.

Il Gup ha contestualmente disposto il rinvio a giudizio per dodici degli altri tredici imputati che non hanno chiesto riti alternativi.

Si tratta di Antonio Vetro, 46 anni, di Favara, consulente del lavoro; Vincenzo Tascarella, 64 anni, Giuseppe Cumbo, 65 anni, Giuseppe Castronovo, 58 anni, di Favara, Filippo Ciaravella, 65 anni, di Agrigento, Piera Callea, 52 anni, di Favara, Angelo Pagliarello, 60 anni, di Campobello; tutti funzionari dell’Agenzia; Salvatore La Po1ta, 43 anni, socio e amministratore della Metalmeccanica agrigentina; i medici Giovanni Crapanzano, 67 anni, di Favara, e Santo Pitruzzella, 65 anni, anche lui di Favara, accusati di avere rilasciato falsi certificati ad alcuni funzionari dell’Agenzia e i ristoratori favaresi Giuseppe Costanza, 33 anni e il padre Salvatore Costanza, 68 anni, accusati di avere rilasciato una falsa attestazione per dei rimborsi al funzionario Cumbo.

Per Giovanni Moncada, 57 anni, di Aragona, funzionario dell’Agenzia, accusato di falso in relazione a due provvedimenti di “acquiescenza” a una decisione della commissione tributaria, è stato disposto il non doversi procedere.

Parziale proscioglimento per Castronovo con riferimento alla presunta attestazione del sostenimento di esami universitari per se e per la moglie. Per tutti gli altri imputati -.nella lista delle accuse anche alcune ipotesi di corruzione oltre che di falso e truffa – è stato disposto il rinvio a giudizio. Il processo è in programma il 26 febbraio davanti ai giudici della seconda sezione penale.

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di Redazione
Pubblicato il Nov 28, 2017


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