Mafia

La mafia dell’Uditore, 7 condanne: c’è anche il boss Bonura

Ai capi corleonesi Bonura si era legato negli anni '80, venendo meno ai propri storici rapporti con la famiglia Inzerillo, che proprio dai corleonesi e dai loro alleati palermitani era stata spazzata via

Pubblicato 1 ora fa

Sette condanne, cinque pesanti e una riguarda il boss del quartiere Uditore di Palermo, quel Franco Bonura di cui recentemente si e’ tornato a parlare, nell’ultima inchiesta della Dda di Caltanissetta sulla strage Borsellino e sul dossier Mafia e appalti, che interessava molto il giudice ucciso in via D’Amelio, nel 1992. La sentenza di Palermo e’ stata emessa dal Gup Giuseppa Zampino, che col rito abbreviato – dunque con lo sconto di pena di un terzo – ha inflitto 18 anni e due mesi a Francesco “Franco” Bonura, 83 anni e gia’ reduce da varie condanne, rimediate in passato, sempre per associazione mafiosa ed estorsioni.

Un altro anziano boss della borgata palermitana, Girolamo Buscemi, ha avuto 15 anni, il fratello Giovanni Buscemi 12; 14 anni ciascuno sono stati dati ad Alessandro Costa e Giusto Catania. Pene minori per Giuseppe Costa e Antonino Buscemi: 3 anni, 10 mesi e 20 giorni ciascuno. L’inchiesta su Bonura, che aveva scontato vent’anni, a lui inflitti nel processo Gotha, venendo rimesso in liberta’ nel 2021, era cominciata in parallelo alla sua scarcerazione. Gli altri erano gia’ sotto indagine, fra di loro Giovanni Buscemi che nel 2018 aveva partecipato al summit con cui Cosa nostra aveva cercato di trovare un nuovo capo per la commissione provinciale, l’organismo di governo rimasto senza una figura di riferimento dopo le morti di Bernardo Provenzano (2016) e Toto’ Riina (2017).

Ai capi corleonesi Bonura si era legato negli anni ’80, venendo meno ai propri storici rapporti con la famiglia Inzerillo, che proprio dai corleonesi e dai loro alleati palermitani era stata spazzata via, con i sopravvissuti costretti a scappare negli Stati Uniti per sfuggire al massacro. All’inizio degli anni Duemila gli Inzerillo erano tornati a Palermo e i legami si erano nuovamente ricostituiti con gli ex nemici, nel segno degli affari. Ora le nuove condanne.

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