Mafia, sequestrati 1.2 milioni di euro a imprenditore vicino alle cosche
Si tratta di un imprenditore con precedenti per estorsione aggravata dal metodo mafioso, truffa, associazione a delinquere, ritenuto contiguo a Cosa Nostra
E’ arrivata la confisca di primo grado dei beni, da parte della sezione misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta notificata dalla Dia guidata da Giuseppe Ialacqua, per l’imprenditore Massimiliano Mangione, nato a Mazzarino ma residente ad Aidone. Secondo la ricostruzione coordinata dalla procura antimafia di Caltanissetta l’imprenditore si e’ sempre mosso negli ambienti della criminalita’ organizzata e nell’ultimo periodo si sarebbe dedicato alla compravendita dei crediti da passare alle aziende con l’obiettivo di frodare il fisco.
Quella di Mangione e’, per gli investigatori, una lunga carriera tra le fila di Cosa nostra ennese tanto che e’ stato gia’ condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, truffa e associazione a delinquere. La prima condanna nel 2003 per estorsione aggravata dal metodo mafioso, poi le indagini antimafia dei Ros, il suo coinvolgimento nel blitz “Montagna” e altre indagini della Guardia di Finanza per il sistema delle false compensazioni dei crediti. Ora, a conclusione di una lunga indagine patrimoniale per Mangione i giudici hanno applicato, oltre alla confisca, anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno ad Aidone in provincia di Enna, per la durata di tre anni.
All’imprenditore sono stati confiscati l’intero capitale sociale e i beni strumentali di una societa’ a responsabilita’ limitata attiva nell’edilizia e di una ditta individuale operante in agricoltura, nonche’ tre fabbricati, tre terreni, tre autovetture e numerosi rapporti bancari intestati all’indagato e/o ai familiari, per un valore complessivo stimato in circa 1milione e 200mila euro. L’esito dell’operazione si inserisce nell’alveo delle attivita’ istituzionali mirate a sottrarre ricchezze illecite riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, a tutela della parte sana del tessuto economico nazionale.





