Mazzette per i certificati necroscopici, indagati 17 impresari e due medici legali dell’Asp
I certificati venivano rilasciati a vista e dietro il pagamento di modeste somme di denaro, senza alcun accertamento da parte dei due medici che sono indagati per corruzione e falso ideologico.
Agenti della squadra mobile di Palermo della sezione Anticorruzione, su delega della Procura, hanno eseguito un’ordinanza del gip che dispone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 17 impresari di pompe funebri accusati, a vario titolo, di corruzione nei confronti di due medici legali 67 e 69 anni dell’Azienda sanitaria provinciale indagati anche per falso ideologico. Per uno dei professionisti, ancora in servizio, è stata disposta la sospensione per un anno dallo svolgere attività di pubblico servizio; per il suo collega, che è in pensione, il divieto di svolgere la professione di medico.
Al centro del provvedimento indagini della squadra mobile sul rilascio di certificati di morte su decessi domiciliari a Palermo emessi senza avere mai eseguito il controllo sulle persone decedute. L’attività si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e, secondo l’accusa, ha consentito di scoprire un presunto sistema illecito che vedeva numerosi imprenditori funebri recarsi di buon mattino nelle abitazioni private dei due medici legali e, dietro il pagamento di una somma concordata, ricevere i certificati necroscopici per ottenere le autorizzazioni comunali per il trasporto di cadaveri, inumazione e cremazione. I certificati venivano rilasciati a vista e dietro il pagamento di modeste somme di denaro, senza alcun accertamento da parte dei due medici che sono indagati per corruzione e falso ideologico.




