Agrigento

Crosta, da candidato in pectore per le Regionali a indesiderabile: La Vardera e il “suo” modello Agrigento

L'ordine è stato chiaro, ma nulla della vicenda era stata concordata: da che parte starà il sindaco?

Pubblicato 5 ore fa

“Modello Agrigento”. Una formula politica così vincente da dover essere persino esportata, applicata – per quanto in scala aumentata – al governo della Regione Siciliana. Ismaele La Vardera, lo dice fin dal primo momento alla stampa – per farlo sentire agli alleati – che la sua corsa a Governatore (che non ammetterà, a naso, alcuna trattativa di coalizione) sarà vittoriosa come quella nella città dei templi.

Un “Modello Agrigento” che però, non è mai esistito: né elettoralmente, perché la vittoria di Michele Sodano ha trasceso di migliaia di voti sia la lista di Controcorrente che dell’intera coalizione, giovandosi di un Centrodestra spaccato, litigioso e inconcludente; né amministrativamente, perché ad oggi la “cacciata dei mercanti dal tempio” oggettivamente è stata molto meno scenografica del racconto Evangelico né gli atti messi sul tavolo dalla giunta Sodano sono oggi rivoluzionari come sono stati presentati. Anzi: dinnanzi alle emergenze di scala più ampia dell’ordinaria amministrazione – potremmo citare Maddalusa, ma si aprirebbe un’altra infinita discussione – la risposta è stata, parola più parola meno, “non possiamo fare nulla”.

Eppure il “Modello” è stato al centro degli Stati Generali, che si sono svolti ad Agrigento per un motivo chiaro: indicare quello che è accaduto qui come l’inizio di un incendio – metafora più volte usata durante gli interventi – che divemperà in tutta l’isola. Un monito per gli avversari riottosi, a ben vedere. Così se, come ha detto qualcuno, “Agrigento è come la Roma di Virginia Raggi, un esperimento che tutti guardano con la massima intenzione” La Vardera non poteva lasciare che la vicenda Crosta oscurasse la sua personale corsa a Governatore: non tanto per la storia in sé di una casa su cui pende un’istanza di sanatoria – che si analizza e discute nelle sedi competenti, non con i droni né sui giornali – ma per l’accusa velata di doppiopesismo, di doppia morale.

Così è accaduto che il leader di Controcorrente a convention appena iniziata, senza aver avvisato nessuno del suo gruppo locale, ha dato in pasto alla stampa l'”inchiesta interna” su Crosta, senza che lo stesso vicesindaco, seduto serenamente in platea, sapesse cosa stava per accadere. Così è avvenuto che la mattina successiva – domenica -, nonostante i nomi di gran peso presenti agli stati Generali, in primis l’ex premier Giuseppe Conte (in collegamento), nessuno della giunta in quota Controcorrente fosse presente. Un caso, certamente, che però non è sfuggito a nessuno, in primis ai colleghi di Pd e Italia viva, proprio in quel giorno tra i partecipanti (non invitati, formalmente). Eppure l’avvocato Crosta era, secondo molti, un potenziale candidato per le Regionali da esprimere proprio nel 2027, quando la corsa del “popolo di Isma” si sarebbe fatta più intensa. Tempi, chiaramente, molto passati.

Nemmeno 48 ore dopo la richiesta di chiarezza, ostentata pubblicamente come la dimostrazione di un modo di operare nella massima trasparenza, sono arrivate le richieste di dimissioni. Improvvise e non annunciate nemmeno loro.

Non sfugge il silenzio al momento del sindaco Michele Sodano e dello stesso Crosta. Se da una parte nessuno sembra pronto ad obbedire al diktat palermitano del partito, la percezione è anzi di un “arroccamento” per salvare capra e cavoli. “Bisogna trovare una soluzione ed evitare una frattura”, si dice tra i corridoi di Palazzo San Domenico. Magari, come a quanto pare era stato suggerito, con una modifica delle deleghe assegnate al vicesindaco, tra cui la Polizia locale. Certo è che il messaggio che passa al resto del “popolo di Isma” è chiaro: altro che dimissioni in caso di rinvio a giudizio o anche solo di un avviso di garanzia. Qui basta molto meno per trovarsi alla porta.

Così è il caso che Michele Sodano, e non solo lui, stia in campana: perché, passare da un’accezione positiva ad una negativa di “Modello Agrigento” è letteralmente un soffio.

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