L’attacco di William Giacalone (Forza Azzurri): “Sindaco Sodano, basta silenzio: Agrigento non merita questo teatro politico”
Giacalone accusa il primo cittadino di non assumersi le proprie responsabilità
A cento giorni dall’insediamento della giunta comunale, il clima politico ad Agrigento si fa sempre più teso. A sollevare una dura polemica è il consigliere comunale William Giacalone, esponente di Forza Azzurri, che interviene con fermezza sulle recenti vicende che vedono coinvolto il vicesindaco Giovanni Crosta e sulle dinamiche interne alla maggioranza.
Giacalone esprime forte perplessità di fronte alle notizie di stampa secondo cui il partito del primo cittadino avrebbe chiesto le dimissioni del suo vice. Pur non entrando nel merito della vicenda specifica, il consigliere punta il dito contro l’assordante silenzio del sindaco Sodano. Secondo Giacalone, chi ha scelto personalmente il proprio vicesindaco dovrebbe oggi difenderne la bontà della decisione e metterne in risalto le qualità amministrative, anziché lasciarlo solo come se la questione non lo riguardasse direttamente.
Il nodo centrale della critica riguarda la leadership della città e le promesse fatte alla cittadinanza. In campagna elettorale era stato garantito la fine del tempo dei “pupi e pupari”, con la prospettiva di una guida pronta ad assumersi la piena e diretta responsabilità delle proprie azioni amministrative, difendendo la città, i cittadini e i propri collaboratori. Oggi, tuttavia, la realtà appare ben diversa: Giacalone evidenzia come, a soli tre mesi dall’insediamento, le contraddizioni politiche a cui il sindaco Sodano e Ismaele La Vardera hanno esposto Agrigento siano rilevanti e motivo di forte preoccupazione.
Nel suo intervento, il rappresentante di Forza Azzurri spende parole di stima verso Giovanni Crosta, definendolo un ottimo professionista e un uomo di legge, e invita il sindaco a pretendere che gli amministratori vengano giudicati esclusivamente per la loro azione amministrativa e non sulla base di sommari processi social. Quanto accaduto a Crosta, sottolinea Giacalone, dovrebbe servire da monito per tutti gli iscritti al partito di La Vardera, a dimostrazione di una gestione che con la vera politica ha ben poco a che fare e che rischia di trasformarsi in uno spettacolo poco decoroso per la città.




