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Naufragio davanti Lampedusa, recuperato il cadavere di una donna e di un bimbo di un anno

Il naufragio a 23 miglia dalle Pelagie. Un altro gruppo di profughi bloccato su uno scoglio

Pubblicato 3 anni fa

L’ennesima tragedia dell’immigrazione si è consumata nel pomeriggio al largo di Lampedusa: un’imbarcazione con a bordo una quarantina di persone si è rovesciata a 23 miglia sud-ovest della maggiore delle Pelagie.

Sale a due il bilancio delle vittime. Le motovedette della Guardia costiera hanno recuperato, in acqua, anche il cadavere di una donna ivoriana. Poco prima avevano trovato il cadavere di un neonato di un anno e mezzo. Sono in tutto 57 i naufraghi e dovrebbe esserci ancora un disperso. Secondo il racconto dei superstiti si tratterebbe di un minore.  I due cadaveri sono stati subito trasportati nella camera mortuaria del cimitero di Lampedusa, in mattinata è prevista l’ispezione cadaverica.

Una sorte migliore hanno avuto un gruppo di profughi riusciti a mettersi in salvo dopo che il barchino su cui viaggiavano s’è schiantato, nella tarda serata di ieri, contro gli scogli della maggiore delle Pelagie. Bloccati sulla costa – di fronte il mare in tempesta e onde di 4 e 5 metri e alle spalle una scogliera di 140 metri impossibile da scalare – in 20 sono prigionieri della rupe di Ponente. I migranti in salvo, tutti adulti, sono riusciti ad arrampicarsi su una piccola insenatura dove dovranno restare almeno fino a domattina. Le motovedette della Guardia costiera, le Cp327 e Cp762, non sono riuscite ad avvicinarsi, né durante la notte, né nel corso della giornata. I tentativi sono stati tanti, ma soccorrerli per i militari è stato impossibile.

Per l’intera giornata, s’è aspettato un momento di sosta, di attenuazione delle onde, che però non c’è stato. I vigili del fuoco, a partire dalla tarda mattinata, e dopo innumerevoli sforzi, sono riusciti a calare dall’alto i sacchetti con viveri, bottigliette d’acqua e delle coperte termiche. Le temperature si sono abbassate anche a Lampedusa e il Maestrale, arrivato a 30 nodi, è, in quel punto chiamato “All’Acqua», molto forte. Impossibile, proprio a causa del vento, che ha anche rallentato gli sbarchi – oggi sono stati 4, con un totale di 325 migranti- far intervenire un elicottero per imbracare e sollevare le persone.

Gli uomini della Guardia Costiera con il mare forza 5, hanno operato in uno scenario complicato con onde fino a 4 metri. “Si prevede mare mosso ancora per qualche giorno – dichiara il Questore di Agrigento Emanuele Ricifari all’Italpress – speriamo che si fermino e non vengano indotti a mettersi in viaggio e prendere il largo, con questo mare molto mosso sarebbe una mattanza”. 

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