Licata, due pesi e due misure: Pisciotto sorvegliata, Torre di Gaffe nel degrado
Stesso Comune, stesso mare, destini opposti. A Torre di Gaffe la spazzatura si accumula, i pali della luce non funzionano e la provinciale è una trappola.
Cumuli di rifiuti ai bordi della strada, ingombranti lasciati all’addiaccio, degrado che avanza indisturbato. Le immagini che circolano in queste ore sui canali del Comitato Tutela Torre di Gaffe raccontano una storia vecchia e mai risolta di inciviltà e, soprattutto, di disinteresse istituzionale nei confronti di uno dei borghi più suggestivi della costa agrigentina. Non è una denuncia isolata. Non è nemmeno la prima volta. È l’ennesimo capitolo di una vicenda che si ripete stagione dopo stagione, con la stessa amarezza e la stessa indignazione di chi si sente abbandonato dalle istituzioni che dovrebbero tutelarlo.
Nel settembre 2025, operatori del Libero Consorzio Comunale di Agrigento avevano eseguito una bonifica nell’area, rimuovendo cumuli di rifiuti abbandonati e ingombranti che da tempo deturpavano il territorio e arrecavano un grave danno alla salute pubblica. Il sindaco Balsamo aveva colto l’occasione per invitare i cittadini al rispetto delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti, ricordando le sanzioni previste per l’abbandono illecito. Parole che, però, non sono state accompagnate da alcuna misura strutturale capace di prevenire il problema alla radice. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: pochi mesi dopo, la situazione è tornata quella di sempre.
Nonostante il suo grande potenziale, Torre di Gaffe soffre da tempo di un certo abbandono da parte delle istituzioni, con infrastrutture limitate. Una condizione che residenti e villeggianti denunciano da anni senza ottenere risposte stabili e durature.
Uno degli aspetti più difficili da digerire riguarda le telecamere di sorveglianza. Nella vicina frazione di Pisciotto, anch’essa nel territorio del Comune di Licata, le telecamere sono già realtà da una settimana. A Torre di Gaffe, invece, non ne esiste nemmeno una. Una disparità che è impossibile non leggere come una scelta, o peggio, come una dimenticanza, che penalizza una parte del territorio rispetto a un’altra.
L’assenza di sistemi di sorveglianza non è solo una questione legata all’abbandono dei rifiuti. È un problema di sicurezza pubblica a tutto tondo: nessun deterrente, nessun controllo, nessuna possibilità di identificare chi delinque. Un vuoto che in altri contesti sarebbe già stato colmato da tempo, e che a Torre di Gaffe resta aperto nonostante le ripetute segnalazioni. L’unico presidio di sicurezza è dato dai tanti passaggi di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che negli ultimi mesi hanno incrementato i servizi di controllo del territorio.
Se le telecamere mancano del tutto, l’illuminazione pubblica versa in uno stato che definire precario è quasi un eufemismo. Nella via principale di accesso al borgo, Viale Onorevole La Lumia, sono rimasti funzionanti appena due pali della luce, un numero del tutto insufficiente a garantire visibilità e sicurezza nelle ore serali . Per una località che d’estate accoglie villeggianti, famiglie e turisti, l’oscurità della strada principale non è solo un disagio: è un pericolo quotidiano. Pedoni, bambini che rientrano dalla spiaggia al tramonto, ciclisti: tutti esposti a rischi che una semplice manutenzione ordinaria potrebbe eliminare. La sensazione, per chi percorre quella via di sera, è quella di entrare in un luogo che le amministrazioni comunali che si sono susseguite a Licata e le amministrazioni provinciali hanno semplicemente smesso di considerare.
Torre di Gaffe non è un luogo qualunque. La torre che dà nome al borgo fu edificata nella prima metà del XVI secolo a guardia della vasta spiaggia Ciotta e del ricco entroterra agricolo, costituendo la difesa del feudo del Duca delle Gaffe, nobile famiglia catalana arrivata in Sicilia sotto Federico III. Oggi il borgo conta circa un centinaio di abitanti e ogni estate si anima di vacanzieri, appassionati di kitesurf e turisti attratti da un mare trasparente e limpido, una costa dalla sabbia finissima e dai bunker della Seconda Guerra Mondiale, valorizzati negli ultimi anni e diventati punti privilegiati per ammirare la costa e contemplare i meravigliosi tramonti.
Il Comitato Tutela Torre di Gaffe lavora da anni instancabilmente per valorizzare questo angolo unico di Sicilia, organizzando cerimonie storiche presso i bunker e collaborando con il FAI per dare nuova vita al territorio. Un impegno civico e appassionato che stride sempre più con l’indifferenza delle istituzioni locali.
La pazienza ha un limite. Quello del Comitato Tutela Torre di Gaffe sembra essere stato raggiunto. I suoi membri sono compatti e determinati a far valere le proprie ragioni in ogni sede competente, finché la situazione non cambierà davvero. Non a parole, non con una bonifica straordinaria seguita da mesi di silenzio. Ma con interventi strutturali, servizi continuativi, telecamere, illuminazione, sicurezza stradale: tutto ciò che ogni quartiere, ogni frazione, ogni angolo del territorio comunale di Licata ha il diritto di avere. Torre di Gaffe non vuole privilegi. Vuole uguaglianza. Quella stessa torre che da cinque secoli veglia sul Mediterraneo merita finalmente un’amministrazione capace di fare altrettanto.