Mafia, processo “Vultur”, commerciante di Camastra accusa un morto
Udienza, ieri presso il Tribunale di Agrigento, del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”. A deporre un commerciante di mobili di Camastra, Calogero Barbara che ha riferito ai giudici di come un palmese, Giuseppe Condello, ucciso anni fa in un agguato insieme al suo autista Vincenzo Priolo, sia andato nel suo negozio: “Venne insieme ad […]
Udienza, ieri presso il Tribunale di Agrigento, del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”. A deporre un commerciante di mobili di Camastra, Calogero Barbara che ha riferito ai giudici di come un palmese, Giuseppe Condello, ucciso anni fa in un agguato insieme al suo autista Vincenzo Priolo, sia andato nel suo negozio: “Venne insieme ad altre persone e mi disse che dovevo mettermi in regola-Venne nel mio negozio facendo inta di essere un cliente e mi chiese il prezzo di alcuni mobili, lo conoscevo come uno che andava in giro rompere le scatole e che aveva avuto problemi con la giustizia. Mi invitò a mettermi in regola e andò via”.
Il commerciante parla davanti ai giudici dell’episodio che però non denunciò alla polizia che però lo intercetta attraverso una microspia che lo registra mentre parla del fatto con Rosario Meli, uno degli imputati del processo, insieme al Vincenzo, a Calogero Piombo e Calogero Di Caro.
Barbara in una conversazione dal del “vossia” a Meli e parla di “uno alcolizzato e drogato che è venuto in negozio”, chiamando il presunto boss di Camastra “zi Saru”.
Il commerciante durante la deposizione è pià volte ammonito dal pm che gli ricorda l’obbligo di dire la verità e alla fine ammentte che nell’intercettazione si riferisca Condello.

