Calcio

Mister Feola ad Agrigento, visita all’allenamento dell’Akragas

A circa dieci anni dalla cavalcata trionfale che riportò l’Akragas tra i professionisti, Vincenzo Feola è tornato ad Agrigento

Pubblicato 1 ora fa

circa dieci anni dalla cavalcata trionfale che riportò l’Akragas tra i professionistiVincenzo Feola è tornato ad Agrigento. Un ritorno quasi naturale, dettato dal lavoro ma soprattutto dal cuore, che lo ha riportato al campo di Fontanelle per assistere all’allenamento dei biancazzurri.

«È un piacere ritornare nel posto dove ho lasciato una parte di me dopo un’annata così strepitosa – racconta Feola –. Qui ho tanti amici, sono rimasto in ottimi rapporti con diverse persone e famiglie, soprattutto con la famiglia Veneziano. Tornare ad Agrigento è sempre un’emozione».

A distanza di anni da quella promozione che porta ancora la sua firma, il tecnico non nasconde un pizzico di amarezza per l’attualità:
«Sono ricordi bellissimi, ma dispiace vedere oggi l’Akragas in Promozione. Mi auguro davvero che possa tornare al più presto dove merita. Dove merita la città, dove merita il pubblico, dove merita la gente. Agrigento merita altre categorie».

I ricordi di quella stagione restano indelebili:
«Sono tantissimi, dal mio arrivo fino alla fine del campionato. È stata una cavalcata meravigliosa, merito di un gruppo straordinario, di una società importante, di un direttore importante. Ricordo la festa dopo la vittoria matematica: un’energia e un entusiasmo incredibili».

Ma più di tutto, Feola custodisce l’emozione umana:
«La cosa più bella è stata aver regalato un’emozione a quella gente dopo 35 anni. È stata la soddisfazione più grande. Ricordo con affetto gli attestati di stima della città, il ritorno del pullman di notte, accolto da una piazza piena di persone. Quella è la vera vittoria. E mi auguro, lo dico sinceramente, di poter rivivere un giorno momenti così».

Non manca uno sguardo al presente e al futuro, anche sul piano delle infrastrutture, con lo stadio Esseneto finalmente al centro di interventi strutturali:
«Dopo tanti anni era ora che si realizzasse l’impianto di illuminazione. È sempre stato un limite enorme: senza luci non si poteva fare Lega Pro e non arrivavano investitori. Questo può essere un punto di partenza importante per chi vorrà investire seriamente nell’Akragas».

Feola allarga poi la riflessione al calcio siciliano:
«Oggi c’è solo una squadra in Serie B, due e mezzo in C e poi il vuoto. È un peccato, perché piazze come Messina, Catania, Trapani, Caltanissetta, Siracusa meritano altri palcoscenici. Il Palermo è l’unica nota positiva e spero torni in Serie A, così da fare da traino. La Sicilia merita di più, ma servono cultura, mentalità e pazienza. Nel calcio non si può pretendere tutto e subito».

Con l’auspicio, condiviso da un’intera città, di rivedere presto l’Akragas tornare tra i professionisti, dove merita di stare.

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