Palermo

Mafia, mani sull’ippodromo: sit-in lavoratori per riapertura

Un pezzo dell’ippodromo davanti al Teatro Massimo di Palermo. Driver e dipendenti stamane a piazza Verdi per chiedere la riapertura dell’ippodromo, chiuso per sospette infiltrazioni di mafia. Poi corteo fino alla prefettura. “Siamo stati noi a chiedere un impegno maggiore in direzione della legalita’, ma ora e’ necessario riaprire la struttura, consentendoci di lavorare nella […]

Pubblicato 9 anni fa

Un pezzo dell’ippodromo davanti al Teatro Massimo di Palermo. Driver e dipendenti stamane a piazza Verdi per chiedere la riapertura dell’ippodromo, chiuso per sospette infiltrazioni di mafia. Poi corteo fino alla prefettura. “Siamo stati noi a chiedere un impegno maggiore in direzione della legalita’, ma ora e’ necessario riaprire la struttura, consentendoci di lavorare nella trasparenza e nella sicurezza”, afferma Giovanni Cascio, presidente dell’Ires, la societa’ che gestisce l’attivita’. La Slc Cgil parla di “grande difficolta’” per i lavoratori di questa struttura dopo la chiusura che ormai si protrae da quasi due mesi. Anche un pentito ha rivelato gli interessi di Cosa nostra per il giro di scommesse. Circa quattrocento le persone che dall’ippodromo traggono il proprio sostentamento, tra diretto e indotto. Al corteo impiegati e addetti ai totalizzatori, i driver, i proprietari, i gentlemen del trotto, le societa’ di corse. “Ci sembra veramente disastroso – dicono – al netto del fatto che sia assolutamente necessario fare luce sui sospetti di infiltrazioni mafiose nelle gare, che i lavoratori rimangano all’infinito senza lavoro. Le corse all’ippodromo da sempre hanno rappresentato un volano economico che aggiunge ricchezza alla citta’ e al sistema occupazionale palermitano”. Interviene anche il sindaco Leoluca Orlando: “Nel confermare il nostro ringraziamento e sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine, perche’ le verifiche siano attente, capillari e scrupolose, auspichiamo che questa vicenda possa avere percorso netto e veloce, affinche’ l’ippodromo cittadino possa riprendere, in tempi ragionevolmente brevi, la sua attivita’, all’interno di un indispensabile alveo di legalita’ e trasparenza. Non si puo’ trascurare, infatti, – continua – che al di la’ del fenomeno sportivo e ludico, l’ippodromo costituisce l’unica fonte di reddito per la maggior parte degli operatori dell’indotto e per i rispettivi nuclei familiari, che proprio in un percorso di legalita’ devono trovare garanzie e tutele”.

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