Palermo

Ciancimino: “Quando fu ucciso Salvo Lima mio padre era preoccupato”

”Quando fu ucciso l’onorevole Salvo Lima nel ’92 mio padre era libero. Ho notato in lui amarezza e sofferenza perché considerava il modus operandi brutale. Era rimasto impressionato. Mio padre mi disse di andare a Palermo per dire a mio fratello di partecipare al funerale. Fu allora che incontrai un mio zio, Giuseppe Lisotta, che mi […]

Pubblicato 10 anni fa

”Quando fu ucciso l’onorevole Salvo Lima nel ’92 mio padre era libero. Ho notato in lui amarezza e sofferenza perché considerava il modus operandi brutale. Era rimasto impressionato. Mio padre mi disse di andare a Palermo per dire a mio fratello di partecipare al funerale. Fu allora che incontrai un mio zio, Giuseppe Lisotta, che mi disse che c’erano due paesani, Nando Liggio e Sebastiano Purpura, che volevano parlare subito con mio padre. Avevano assistito all’omicidio. Erano in macchina con Lima ed erano scappati”. Così Massimo Ciancimino proseguendo la sua deposizione al processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Secondo l’accusa sarebbe stato proprio l’omicidio dell’eurodeputato Lima, il 12 marzo 1992, a dare il via alla trattativa tra Stato e mafi

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