Naro

Appalti prorogati, costi lievitati e incassi poco chiari: le domande senza risposta sui rifiuti a Naro

Appalti scaduti e prorogati, costi cresciuti di quasi l’80% e tariffe che colpiscono soprattutto chi è in regola: l'associazione A.L.A. solleva interrogativi su efficacia, controlli e trasparenza nella gestione dei rifiuti a Naro

Pubblicato 3 ore fa

A Naro la raccolta differenziata, anziché tradursi in un beneficio economico per cittadini e imprese, sembra aver prodotto l’effetto opposto. È questo il nodo centrale della denuncia lanciata dall’Associazione Lavoratori Autonomi A.L.A., che parla apertamente di un sistema tariffario capace di mettere in ginocchio il tessuto commerciale cittadino.

Secondo il Presidente dell’associazione, Lillo Destro, l’aumento dei costi legati al servizio rifiuti sta generando una spirale pericolosa: più chiusure, meno servizi, minore presidio del territorio e, di conseguenza, un indebolimento complessivo della sicurezza urbana. Destro nella sua lunga nota affidata alla stampa, respinge con decisione qualsiasi lettura politica della protesta e si rivolge apertamente all’Assessore al bilancio Vincent Cancemi: “nessuno sta facendo politica tramite l’associazione, nemmeno, io, visto che non sono iscritto a nessun partito o gruppo politico. Se poi per lei, assessore, difendere i lavoratori autonomi e i cittadini tutti dalle vostre stangate economiche, significa manipolazione, allora sono felice di manipolare, perché in questo momento c’è bisogno di chiarezza, non di certo di parole vuote, inutili, inconsistenti. Penso che per lei, assessore, sia più facile amministrare sui social che nella realtà. E la realtà di Naro, in questo momento, è drammatica”

Il bersaglio dell’intervento è, appunto, l’assessorato al bilancio del Comune di Naro, chiamato a rispondere dopo ventuno mesi di amministrazione su un tema che viene definito “annoso” e mai realmente affrontato. Un lasso di tempo che l’associazione sottolinea più volte, proprio per evidenziare l’assenza di interventi strutturali.

Si parla di un appalto scaduto e prorogato più volte, con costi giudicati esorbitanti, e di una spesa complessiva cresciuta in modo significativo, passando da circa un milione a un milione e ottocentomila euro. Un incremento che, secondo l’associazione, non trova adeguata giustificazione nei risultati ottenuti.

Altro punto cruciale riguarda la riscossione: su circa 4.000 nuclei familiari, quanti pagano effettivamente? Sono stati effettuati controlli sistematici? La domanda apre il tema dell’evasione o dell’inefficienza nella riscossione, che rischia di scaricare il peso del servizio solo su chi è in regola.

Non meno rilevante è la richiesta di chiarezza sugli introiti derivanti dalla vendita dei materiali raccolti con la differenziata (cartone, plastica, alluminio e vetro) una voce che dovrebbe contribuire ad abbattere i costi complessivi, ma di cui non vengono forniti dati dettagliati.

Infine, i casi concreti citati dall’associazione rendono plastica la sproporzione denunciata: un’attività commerciale di 85 metri quadrati chiamata a pagare quasi 2.700 euro l’anno, contro i 412 euro richiesti a una pensionata per un’abitazione di 60 metri quadrati. Numeri che, letti così, sollevano interrogativi evidenti sui criteri di calcolo e sull’equità del sistema tariffario.

Di seguito riportiamo integralmente la nota del Presidente dell’Associazione A.L.A. di Naro: “Più differenzi più paghi: questo avviene a Naro. L’associazione A.L.A. lancia l’allarme: “Così ci costringete a chiudere!”. Ogni attività che chiude significa meno servizi, innanzitutto, ma anche meno sicurezza per i cittadini, dato che le attività commerciali rappresentano dei punti di riferimento per il territorio a 360 gradi.

Il sottoscritto, presidente dell’ associazione, Lillo Destro, vuole informare l’assessore al bilancio del comune di Naro che nessuno sta facendo politica tramite l’associazione, nemmeno, io, visto che non sono iscritto a nessun partito o gruppo politico. Se poi per lei, assessore, difendere i lavoratori autonomi e i cittadini tutti dalle vostre stangate economiche, significa manipolazione, allora sono felice di manipolare, perché in questo momento c’è bisogno di chiarezza, non di certo di parole vuote, inutili, inconsistenti. Penso che per lei, assessore, sia più facile amministrare sui social che nella realtà.

E la realtà di Naro, in questo momento, è drammatica. Ci dica ciò che avete fatto in questi 21 mesi (non un giorno o una settimana, ma 21 mesi!) di amministrazione per ridurre questo annoso problema, rispondendo nel merito ai seguenti punti:

1) L’appalto è già scaduto ed è stato più volte prorogato a prezzi esorbitanti.

2) La spesa è cresciuta, passando da 1 milione a 1 milione e 800 mila euro.

3) Su 4000 nuclei quanti familiari, quanti sono quelli che pagano regolarmente? Sono state effettuate tutte le verifiche del caso?

4) Quanto abbiamo incassato, nel dettaglio, dalla differenziata per cartone, plastica, alluminio e vetro?

5) Ci spieghi come, un’attività di 85 metri quadri, dovrebbe pagare 2695 euro, vale a dire 21,70 euro al metro quadro.

6) Oppure ci spieghi come una pensionata con 60 metri quadri possa pagare 412 euro: significa 6,86 euro al metro quadro.

Come associazione, lanciamo un appello alle istituzioni a fare chiarezza su quanto sta accadendo, in maniera inaccettabile, a Naro.”

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