Bivona

Aree interne, la risposta passa dal cibo: nei Sicani nasce la piattaforma Trovai

Un gruppo di giovani imprenditori mette insieme decine di aziende agroalimentari dell’entroterra siciliano in una infrastruttura digitale dedicata alla filiera corta e alla valorizzazione delle produzioni territoriali: dalle pesche di Bivona IGP ai formaggi premiati, dall’olio extravergine biologico alle trasformazioni artigianali

Pubblicato 1 ora fa

È nelle aree interne , dove secondo l’Istat gli operatori dei prodotti agroalimentari di qualità DOP, IGP e STG sono presenti in quasi sei comuni su dieci, che oggi si misura una delle contraddizioni più evidenti del Paese: proprio mentre questi territori continuano a generare valore, continuano anche a perdere abitanti, competenze e opportunità. È in questo contesto che Trovai colloca la propria scommessa imprenditoriale: mettere a sistema una qualità produttiva diffusa e un patrimonio di saperi locali che nell’entroterra siciliano esistono già, ma che troppo spesso restano separati, poco visibili e difficili da intercettare.

Da oggi è online Trovai.com con la piattaforma che ha l’ambizione di riunire in un’unica infrastruttura digitale decine di aziende agroalimentari del territorio e offrire una casa comune a un’economia locale che, fino a oggi, ha espresso molto valore senza riuscire sempre a presentarsi come forza collettiva. Il progetto prende vita tra la costa sud-occidentale e le montagne, a metà tra Palermo e Agrigento, dove decine di aziende agroalimentari hanno scelto di entrare in una stessa infrastruttura digitale per presentarsi come rete. Non un semplice sito di vendita, ma uno spazio condiviso capace di rendere più accessibile un paniere territoriale fatto di produzioni identitarie e nuove interpretazioni del gusto

Tra queste ci sono le pesche di Bivona IGP, olio extravergine d’eccellenza, miele pregiato premiato nei concorsi internazionali, formaggi di montagna da tutelare, ma anche confetture che nascono da sperimentazioni “glocali”, dove frutta del territorio incontra ingredienti inattesi come la lavanda o le erbe spontanee delle colline sicane. Produzioni che raccontano una filiera corta, una relazione diretta con la terra e una continua ricerca di qualità.

Dietro molte di queste aziende ci sono storie simili: giovani che hanno scelto di restare nei paesi dell’entroterra e costruire qui il proprio lavoro. Agricoltori, trasformatori, casari, imprenditrici che hanno investito nei saperi locali e nelle risorse del territorio.

Trovai nasce anche da una storia di restanza. A idearlo sono Martina Chillura e Antonio Rumore, entrambi originari di Santo Stefano Quisquina, che hanno scelto di trasformare questa intuizione in un progetto imprenditoriale.

«Nei paesi delle aree interne si produce tantissimo – spiegano – ma spesso ogni azienda lavora per conto proprio. E così capita che eccellenze straordinarie restino poco conosciute persino dalle comunità che vivono a pochi chilometri di distanza. Trovai nasce per mettere insieme queste energie e farle arrivare meglio, e unite, a chi cerca qualità».

Per chi acquista, la piattaforma consente di conoscere le produzioni del territorio, ordinarle online e scegliere tra ritiro in negozio o consegna a domicilio. Per i produttori significa invece poter vendere online senza affrontare investimenti tecnologici complessi, mantenendo autonomia e rapporto diretto con i clienti.

«Dietro molti dei prodotti che raccontiamo – aggiungono Martina e Antonio – ci sono ragazzi e ragazze che hanno deciso di restare in Sicilia e fare impresa qui. Sostenere queste produzioni significa sostenere anche questa scelta. Restare non è solo una decisione personale: è un atto economico e politico che tiene insieme lavoro, territorio, casa e futuro».

Comprare locale, in questo quadro, assume un significato più ampio. Non è soltanto una preferenza di consumo, ma uno strumento concreto per trattenere valore nelle comunità, rafforzare economie di prossimità e contrastare la perdita di competenze che accompagna lo spopolamento delle aree interne.

Con questa visione, i giovani di Trovai si propongono come un’infrastruttura territoriale digitale capace di mettere in relazione comunità, produttori e acquirenti, trasformando un patrimonio diffuso in una rete più visibile. La loro convinzione è che possa esistere anche nell’entroterra la possibilità di costruire un’economia più forte se queste energie vengono messe insieme.

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