Agrigento

Case di comunità nell’agrigentino, l’assessore Faraoni: “nuovo modello di assistenza sanitaria per i cittadini”

L'assessore regionale alla salute in tour tra Ribera, Canicattì e Ravanusa per inaugurare le Case di Comunità

Pubblicato 1 ora fa



Dopo Agrigento sono state inaugurate a Ribera, Canicattì e Ravanusa le case di comunità strutture che rappresentano il primo elemento di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario pubblico. Comprendono un punto di accoglienza e di orientamento, ma soprattutto vogliono essere il luogo in cui il cittadino trova risposte adeguate alle sue esigenze sanitarie o sociosanitarie, con particolare attenzione per i soggetti fragili e i pazienti cronici.

“Un traguardo importante per la sanità regionale, perché le case di comunità rappresentano un punto fondamentale del rinnovamento al quale stiamo andando incontro una sanità vicina al cittadino che deve poter trovare più rapido accoglimento nei suoi bisogni di salute, evitando lunghe code, evitando anche di affollare il pronto soccorso ogni qualvolta ne abbia bisogno”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, a margine di un sopralluogo presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento alla presenza del direttore dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci.

“Il cittadino dovrà cambiare modalità con la quale affrontare le proprie esigenze, quindi presso la casa di comunità potrà trovare se necessario anche il suo medico di medicina generale, potrà trovare il medico di continuità assistenziale, ma potrà trovare anche gli specialisti dei quali poter aver bisogno e ove non sia possibile reperire poter affrontare i suoi bisogno potrà trovare l’aiuto per poter arrivare alle prestazioni necessarie”, ha sottolineato l’assessore regionale Faraoni.

Le case di comunità aperte 24h avranno un duplice obiettivo, da un lato ridurre il ricorso improprio al Pronto Soccorso per problemi di salute non realmente urgenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurne il sovraffollamento, e dall’altro lato offriranno ai cittadini un’assistenza di base complementare a quella che già ricevono dai propri medici e pediatri, assicurando così una vera continuità dell’assistenza quando gli ambulatori di questi ultimi non sono aperti, anche in orari diurni.

“Ne abbiamo 19 in tutta la Provincia. Adesso il problema non è solo inaugurarle ma riempirle perché entro il 31 marzo ci devono consegnare tutti i lavori e quindi tutte le case della comunità, ma ora sarà necessario reperire medici, infermieri e soprattutto riuscire a garantire ai cittadini soprattutto, quelli che portano patologie croniche di poter avere un’assistenza capillare in tutto il territorio della provincia senza bisogno di ricorrere alle strutture ospedaliere e questo porterà a un decongestionamento dei pronto soccorso”, ha dichiarato il manager dell’azienda sanitaria di Agrigento, Giuseppe Capodieci.

Dunque meno persone nei pronto soccorso, tempi di attesa che si riducono, il che porta a meno aggressioni nei confronti di medici e infermieri. “Se noi riusciamo a creare ordine nell’accesso ai nostri punti in cui eroghiamo salute, dice l’assessore Faraoni, probabilmente anche il cittadino, anche quello più fragile, perché le aggressioni molto spesso sono connesse a particolari condizioni di fragilità in cui si trova il cittadino e quindi probabilmente anche quelle fragilità verranno contenute e probabilmente avremo anche meno fenomeni che sono degenerativi di situazioni che comunque si verificano”.

Adesso l’altra sfida sarà quella legata alle liste d’attesa. Il sistema sanitario della Regione Siciliana compie un passo decisivo verso la trasparenza e il servizio al cittadino. È ufficialmente operativo il portale dedicato alla consultazione in tempo reale delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie. L’iniziativa punta a trasformare radicalmente il rapporto tra istituzioni e utenza, rendendo consultabili dati che fino a ieri risultavano spesso opachi o di difficile accesso. Grazie a questo nuovo strumento digitale, l’obiettivo è fornire massima chiarezza e controllo su un settore vitale per la popolazione.

“Stiamo ragionando in questo momento su molte soluzioni ulteriori rispetto a quelle già prese. Abbiamo già emanato un primo decreto che riguarda le prestazioni urgenti e quelle da rendere in tempi brevi e abbiamo stabilito le modalità attraverso le quali queste non devono essere assolutamente prenotate, ma devono essere accolte con immediatezza delle organizzazioni sanitarie esistenti sul territorio“, continua l’assessore regionale alla salute. “Abbiamo anche introdotto le regole per i fragili, perché i fragili devono avere una corsia preferenziale che possa evitare qualunque ritardo in bisogni diciamo molto più necessari rispetto alle particolari condizioni altri soggetti, e ora stiamo lavorando anche sulle altre tipologie, in modo da rendere i tempi un pochino più prolungati, ma incidendo soprattutto nel quadro delle prestazioni e nei volumi prestazionali che ogni dirigente medico deve nell’ambito del servizio nazionale pubblico e poi parametrare su questi quelli che può rendere il regime libero professionale”, ha continuato l’assessore Faraoni.

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