Ecua, Mangiacavallo rompe il silenzio: “Rinviare l’insediamento? Danno per l’università”
Il medico interviene dopo la dura nota dell'ex vicepresidente Ruvolo che aveva contestato la nomina da parte della Regione
Non usa, come sua abitudine, giri di parole l’ex – e rientrante – presidente di Ecua Nené Mangiacavallo per definire la situazione attuale del Consorzio universitario Empedocle, lo stallo che al momento sospende il suo insediamento.
“Una inutile, banale, inopportuna, inefficace perdita di tempo”, ha replicato il medico dopo il rinvio dell’assemblea dei soci delle scorse settimane ma soprattuto la polemica innestata ieri dalle dichiarazioni dell’ex vicepresidente Giovanni Ruvolo, che ha bollato il ritorno in sella di Mangiacavallo come un evento che potrebbe “interrompere il processo di risanamento appena avviato”.
“Queste accuse che mi rivolge, al limite dell’offesa e della calunnia – dice Mangiacavallo – non trovano alcun riscontro con l’unica realtà che può essere presa in considerazione come riferimento, cioè il periodo che va dal 2020 al 2023, periodo in cui io ho assunto la presidenza del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario trasformandolo e rivoltandolo come un calzino”.
L’attuale situazione di stallo, secondo Mangiacavallo, ” determina una paralisi dell’ente con le conseguenze che se ne possono immaginare, sia in termini di rallentamento o addirittura blocco dell’attività didattica, sia in termini di blocco dell’attività amministrativa che preclude ogni possibilità di risposta anche in termini di rispetto delle scadenze”.
Il presidente “in pectore” avrebbe inoltre già scritto ai vertici di Ecua e alla Prefettura evidenziando la situazione e paventando rischi concreti per la tenuta dell’istituzione. Questo potrebbe aver provocato la convocazione, il prossimo 14 gennaio, di una seduta dell’assemblea dei soci.
Si capirà, in quella data, se questa fase di stallo sarà superata o meno.






