Luigi Di Maio (M5S) infiamma Casteltermini
Luigi Di Maio a Casteltermini fa l’en plein. Piazza gremita e poker d’assi, calato strategicamente dai Cinque stelle a sostegno del candidato sindaco Filippo Pellitteri. Malgrado il sole alto e l’ora abbondante di ritardo del vice presidente della Camera, la folla era quella delle grandi occasioni. Questi per Casteltermini sono i giorni delle grandi occasioni, […]
Luigi Di Maio a Casteltermini fa l’en plein. Piazza gremita e poker d’assi, calato strategicamente dai Cinque stelle a sostegno del candidato sindaco Filippo Pellitteri.
Malgrado il sole alto e l’ora abbondante di ritardo del vice presidente della Camera, la folla era quella delle grandi occasioni. Questi per Casteltermini sono i giorni delle grandi occasioni, è la Festa (non a casa con la f maiuscola).
Sono i tre giorni del Tataratà, coincisi con il tour siciliano di Di Maio. Il vice leader pentastellato ha un’oratoria da politico d’esperienza . Piglio deciso, preciso, polemico ma tutto sommato in linea con il politically correct. E’ giovane, di parola lesta e con un ego da veterano. Con lui un palco cinque stelle con la locale formazione al completo. Ci sono altri tre big: i due portavoce Giancarlo Cancelleri e Matteo Mangiacavallo (entrambi deputati all’Ars) e l’europarlamentare Ignazio Corrao. A surriscaldare gli animi è proprio Cancelleri che ricorda, a chi fosse sfuggito, la rinuncia dei Cinque stelle al vitalizio. Prende quindi parola l’ospite di punta. Di Maio ripete il mantra Cinque stelle, ma se qualcuno si aspettava le urla alla Grillo, è rimasto deluso (o contento, a seconda dei punti di vista).
Il vice presidente della Camera è sicuro, parecchio sicuro, ma ha in dote una certa flemma. Racconta dei grillini a ogni latitudine: l’esperienza dei deputati e dei senatori, dei fondi risparmiati tra rinunce e tagli, la prospettiva di attivare una banca nazionale, finanziata proprio dai soldi messi da parte. Una banca alla quale possano attingere i cittadini comuni, bypassando le condizioni stringate degli istituti bancari di tradizione. Racconta dei deputati regionali che mettono da parte il privilegio pensionistico e poi parla dei sindaci.
“La prima cosa che fanno i nostri sindaci una volta insediati – dice – è di aprire i bilanci. Perché nei bilanci ci sono i vostri, i nostri soldi e bisogna sapere come sono gestiti dalla pubblica amministrazione. Vi sono già altri sindaci grillini che hanno ereditato comuni in dissesto e stanno riuscendo a risanare i conti”.
Applausi. Pare che l’uditorio ascolti le parole di cui ha bisogno.
Casteltermini, oggi, è messa in ginocchio da una crisi economica senza precedenti. Financo la Sagra del Tataratà, da due anni a questa parte, non è più finanziata da fondi pubblici. E Di Maio parla anche della festa. Con un piglio leggermente sensazionalistico, sostiene che la sagra potrebbe conquistare ribalte addirittura internazionali. Applausi. Forti.
In verità i castelterminesi vivono di questa promessa da sempre. Che sia la volta buona?
Quindi infila il discorso del patrimonio minerario, che potrebbe finalmente sdoganare il paese dai circuiti locali. Non entra troppo nel merito – non sarebbe facile –ma si capisce che su Casteltermini si è preparato. Degli avversari politici ne fa un solo fascio, senza entrare troppo nei dettagli. Parla di “quella classe politica, che tutti una volta nella vita abbiamo votato” e dice anche che “non si può affidare un’amministrazione a chi non sa manco cosa sia una webcam”. Prendere parola prima o dopo un big non è facile. Si rischia di essere oscurati. I grillini però fanno gruppo, si fanno sponda a vicenda: veterani ed esordienti. Filippo Pellitteri è emozionato.
Presa la parola punta il dito sugli avversari: “Li ringrazio per avere finora comiziato a nostro favore, copiando il nostro programma”. Pellitteri parla tanto della miniera Cozzo Disi, ora con piglio progettuale, ora rincarando la dose sull’amministrazione uscente: “Ne hanno boicottato per due anni l’apertura, perché incapaci di abdicare alla gestione degli appalti pubblici”. Altri temi caldi toccati da Pellitteri sono quelli del randagismo e dei rifiuti, spine nel fianco della comunità. Del rilancio della sagra del Tataratà parla invece Luca Nobile, vice sindaco designato, puntualizzandone le potenzialità. In piazza ci sono molti pentastellati provenienti dai paesi vicini. Tastando il polso dei castelterminesi presenti, si avverte la disillusione ma anche il desiderio di cambiamento: “Voto Cinque stelle perché voglio cambiare. Non so bene cosa sia il Movimento, ma dobbiamo provare a svoltare”. Ed ancora: “Do fiducia a questi ragazzi. Se ci deludono anche loro è finita”. Tra simpatizzanti, scettici e indecisi, oggi i Cinque stelle portano a casa una sferzata di autostima, quando mancano due settimane alla fine della campagna elettorale.


