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Mafia, lezione di legalità al “Giardino della memoria”

Gli ufficiali della Guardia di finanza che frequentano il 44esimo Corso Superiore di Polizia tributaria hanno visitato il Giardino della Memoria, a PALERMO, dove i magistrati dell’Anm ed i cronisti dell’Unci gestiscono un appezzamento di terra confiscato alla mafia. La visita a Ciaculli era inserita in un articolato programma di studio dei partecipanti al corso […]

Pubblicato 10 anni fa

Gli ufficiali della Guardia di finanza che frequentano il 44esimo Corso Superiore di Polizia tributaria hanno visitato il Giardino della Memoria, a PALERMO, dove i magistrati dell’Anm ed i cronisti dell’Unci gestiscono un appezzamento di terra confiscato alla mafia. La visita a Ciaculli era inserita in un articolato programma di studio dei partecipanti al corso sui temi della legalita’ e del contrasto alla criminalita’ organizzata. Ad accogliere i corsisti, guidati dal generale di divisione Giancarlo Carmelo Pezzuto, sono stati il vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, ed il presidente della sezione distrettuale dell’Anm di PALERMO, giudice Matteo Frasca. Subito dopo i corsisti hanno partecipato ad una visita allo spazio museale della Memoria che si trova all’interno del Palazzo di giustizia di PALERMO. “Abbiamo apprezzato l’iniziativa di cronisti e magistrati – ha detto il generale Pezzuto – che si inquadra in un impegnativo ed ampio progetto sul tema della legalita’. Questo di PALERMO e’ senz’altro uno strumento efficace per combattere le cosche attraverso un bene confiscato”. Al termine della visita il generale Pezzuto, a nome dei partecipanti al Corso Superiore di Polizia tributaria, ha consegnato due pergamene all’Unci e all’Anm “per il quotidiano impegno – si legge nella motivazione – nella lotta alla criminalita’ organizzata e nella custodia della memoria di coloro che sono caduti nel nome della legalita’ e della giustizia”. Nel Giardino della Memoria di Ciaculli i cronisti ed i magistrati dal 5 gennaio 2005 piantano alberi dedicati a tutte le vittime della mafia. I primi due alberi sono stati intestati al giornalista Giuseppe Fava, ucciso a Catania il 5 gennaio 1984, e alle vittime della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 in cui sono stati trucidati il procuratore aggiunto di PALERMO, Paolo Borsellino, e cinque agenti della polizia di Stato. L’ultima piantumazione risale allo scorso 14 settembre quanto sono stati intestati due alberi al magistrato Alberto Giacomelli e al giornalista Cosimo Cristina.

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