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Sequestrati 100 cani detenuti in condizioni precarie: due denunciati

Devono rispondere dei reati di maltrattamento di animali, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura

Pubblicato 56 minuti fa

Nell’ambito di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo CITES, con il supporto della Sezione Operativa per i Reati a Danno degli Animali del Raggruppamento Carabinieri CITES e dei Carabinieri della Stazione di San Giuseppe Jato stanno  eseguendo un articolato intervento presso un’abitazione sita nel territorio di San Giuseppe Jato (PA), dove era stata segnalata l’esistenza di una struttura fatiscente all’interno della quale erano presenti decine di cani detenuti in condizioni precarie.

La prima fase dell’intervento – a sua volta preceduta da una serie di sopralluoghi sul posto e da attività di raccordo con le altre istituzioni ed enti coinvolti, ha consentito di accertare all’interno della predetta struttura la presenza di oltre 100 cani meticci.

Alcuni degli esemplari erano detenuti all’interno dell’abitazione, altri in minuscoli box esterni e altri ancora nelle pertinenze esterne dell’abitazione. Tutti i contesti sopra descritti erano accomunati dalle gravissime carenze igienico-sanitarie, in quanto si presentavano colmi di deiezioni e rifiuti di ogni genere; quindi in condizioni ritenute assolutamente incompatibili con la natura degli animali e tali da provocare in loro gravi sofferenze.

Gli accertamenti sanitari eseguiti sul posto hanno inoltre evidenziato la presenza di diffuse patologie infettive e parassitarie, riconducibili alla totale assenza di cure veterinarie e di adeguata profilassi. Ancora, l’elevato numero di cuccioli presenti, ha dimostrato l’assenza di ogni accorgimento utile a impedire la naturale riproduzione degli esemplari detenuti, che oltre a non essere mai stati sterilizzati, non venivano adeguatamente separati per sesso, determinando così un inevitabile e vorticoso aumento delle presenze.

L’attività, svolta con il determinante contributo del personale medico veterinario dell’ASP di Palermo, ha consentito di identificare complessivamente 93 cani, di cui 86 privi di microchip, ai quali è stato immediatamente applicato il previsto sistema identificativo oltre a ulteriori n. 10 cani per i quali non è stato possibile effettuare le previste verifiche in quanto estremamente aggressivi. 

I Carabinieri forestali intervenuti hanno pertanto proceduto al sequestro preventivo di tutti i cani rinvenuti, deferendo all’Autorità Giudiziaria le due persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di maltrattamento di animali, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. In quella sede, grazie al supporto dei volontari della L.A.V. (Lega Anti Vivisezione) sono stati allontanati i primi 7 esemplari. 

Nella giornata odierna l’attività è proseguita, procedendo al trasferimento di altri 34 esemplari. Tra gli esemplari trasferiti vi sono anche n. 11 madri con 19 cuccioli, n. 3 maschi adulti e una femmina gravida.

Tutti gli esemplari sono stati trasferiti presso il Canile Sanitario di Carini, dove sono stati affidati in custodia al Sindaco del Comune di San Giuseppe Jato, quale Autorità sanitaria locale, per consentire le necessarie cure veterinarie e la successiva gestione.

L’operazione, che ha richiesto un notevole impiego di personale e mezzi, testimonia la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del benessere animale e nel contrasto ai reati in danno degli animali, grazie alla stretta collaborazione tra reparti specializzati dell’Arma, servizi veterinari dell’ASP e associazioni di protezione animale. 

Nei prossimi giorni saranno trasferiti i rimanenti esemplari, presso le strutture che si renderanno disponibili a riceverli e, successivamente verranno avviate, d’intesa con la procura della Repubblica, le procedure per l’affido definitivo alle associazioni animaliste così come previsto dalla recente Legge n. 82/2025, nota anche come Legge Brambilla.

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