Valle del Belice, una ferita ancora aperta a 53 anni dal terremoto

Redazione

Valle del Belice, una ferita ancora aperta a 53 anni dal terremoto
| Pubblicato il giovedì 14 Gennaio 2021

Valle del Belice, una ferita ancora aperta a 53 anni dal terremoto

Una catastrofe che sconvolse la serenita' di quei posti per sempre
di Redazione
Pubblicato il Gen 14, 2021

Tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantatre anni fa una serie di forti scosse di terremoto sconvolse la vita della Valle del Belice, una vasta area della Sicilia Occidentale compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Una ventina i centri coinvolti nel sisma, alcune scosse furono avvertite fino al capoluogo siciliano e a Pantelleria.

Una catastrofe che sconvolse la serenita’ di quei posti per sempre, cancellando definitivamente alcuni Paesi. I Comuni di Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Menfi, Santa Ninfa, Santa Margherita Belice furono scossi irrimediabilmente nella loro vita quotidiana. Furono circa trecento i morti, circa cinquecento i feriti (anche se i numeri nelle cronache dell’epoca non sempre corrispondono), molte decine di migliaia gli sfollati. Era l’inizio di un incubo per i sopravvissuti. La tragedia piu’ grande fu vissuta a Gibellina, Poggioreale, Salaparuta e Montevago. Una ferita ancora aperta a distanza di piu’ di mezzo secolo. Per decenni gli sfollati furono costretti a vivere e morire nelle tendopoli prima e nelle baraccopoli dopo. Le ultime baracche furono smantellate nel 2006. E’ questo il metro piu’ crudo di una burocrazia che si rivelo’ incapace di dare risposte immediate a quel dramma. La vecchia ferrovia che collegava i centri piu’ interni con la costa non fu mai ripristinata, la ricostruzione mai veramente completata. Alcuni centri, come Poggioreale e Gibellina furono abbandonati e ricostruiti altrove. E l’economia di quei posti continua a risentire ancora oggi del disastro di cinquantatre anni fa.

E sono tanti gli eventi organizzati dai Comuni coinvolti, pur tra le restrizioni imposte dalle misure per il contenimento del Covid. Tra gli appuntamenti anche un webinar sul tema “Dai paesaggi sismici, memorie e mutazioni”, che si terra’ domani, alle 17.30, sulla piattaforma Zoom e in diretta facebook sulla pagina web del Comune di Partanna. Al dibattito parteciperanno tutti i sindaci del Coordinamento del Belice (coordinatore e’ il primo cittadino di Partanna, Nicolo’ Catania), il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri. Nell’ambito dello stesso webinar si terra’ un focus su “Sistemi, Paesaggi culturali-naturali tra mutazioni e prospettive”, nel corso del quale il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca, presentera’ il neo museo Open Air, e altri relatori della rete museale belicina interverranno su tematiche del territorio. A Montevago il museo Open Air – che ospita tra i ruderi del vecchio centro abitato i murales del catanese Salvo Ligama, i dipinti live del francese Pascal Catherine e la transavanguardia di Patrick Ray Pugliese – verra’ inaugurato domani. Il Museo della citta’ che non c’e’ piu’ sara’ inaugurato e presentato in forma ristretta alla presenza delle autorita’ locali e dei sindaci della Valle del Belice, collegati in streaming, dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo. E venerdi’, alle 19, a Santa Ninfa, si terra’ una seduta del Consiglio comunale per commemorare le vittime. Previste anche celebrazioni religiose.

di Redazione
Pubblicato il Gen 14, 2021


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