Caltanissetta

Processo Saguto, lo Stato chiede 7 milioni di euro di risarcimento

Danni di natura patrimoniale e all’immagine per quasi 15 milioni di euro sono stati chiesti dall’Avvocatura dello Stato nell’udienza preliminare davanti al Gup Andrea Testaquadra del tribunale di Caltanissetta a carico dei 19 imputati coinvolti nella “gestione illecita” dei beni sequestrati e confiscati dallo Stato. In particolare, sono stati chiesti dal Ministero della Giustizia 5 […]

Pubblicato 9 anni fa

Danni di natura patrimoniale e all’immagine per quasi 15 milioni di euro sono stati chiesti dall’Avvocatura dello Stato nell’udienza preliminare davanti al Gup Andrea Testaquadra del tribunale di Caltanissetta a carico dei 19 imputati coinvolti nella “gestione illecita” dei beni sequestrati e confiscati dallo Stato.
In particolare, sono stati chiesti dal Ministero della Giustizia 5 milioni e 100 mila euro per danno patrimoniale e 2 milioni per danno all’immagine all’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto, personaggio centrale dell’inchiesta. La richiesta di costituzione di parte civile è stata avanzata, tra gli altri, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dai ministeri della Giustizia, dell’Interno, dell’Economia e delle Finanze, dal Comando generale della Guardia di finanza, dall’Agenzia dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e da alcune aziende sottoposte ad amministrazione giudiziaria.
L’Avvocatura dello Stato ha parlato di “associazione a delinquere finalizzata ad inquinare la gestione dei beni sequestrati” e di “attività delinquenziale e predatoria”. I beni sequestrati alla mafia e destinati successivamente alla collettività, non possono servire per le carriere dei figlioletti o a ingrossare i conti correnti di qualcuno”.
A sostenere l’accusa in aula, il procuratore capo di Caltanissetta, Amedeo Bertone. Fra le amministrazioni costituitesi parte civile – Rappa, Ingrassia, Vetrano, Di Bella, Buttitta, Veragel, Motoroil, Leone e Acanto – quattro sono rappresentate dall’avvocatura dello Stato.
Sul versante agrigentino, si sono costituite le amministrazioni giudiziarie, relative alle procedure di prevenzione delle società riconducibili a Leone e Dibella, autorizzati dal giudice del Tribunale di Agrigento a costituirsi parte civile mediante l’avvocato Giuseppe Barba. L’udienza è stata rinviata al prossimo 13 luglio per sciogliere le riserve circa l’ammissione delle costituzioni di parte civile e per l’ulteriore attività processuale.
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