Palma di Montechiaro

Perquisizioni a Palma di Montechiaro, sequestrato quasi mezzo milione di euro: 24 indagati 

Maxi inchiesta sull’olio di semi che, mescolato, veniva spacciato e venduto per extravergine. Gli indagati sono 24 (tutti di Palma), sequestrato anche quasi mezzo milione di euro

Pubblicato 2 mesi fa

L’olio di semi, mescolato con la clorofilla, veniva spacciato per extravergine di oliva e venduto in quantità impressionanti in tutta la Sicilia e in parte della Calabria. Ventiquattro indagati, quasi mezzo milione di euro sequestrato e diverse società finite sotto la lente investigativa. Sono gli imponenti numeri di un blitz scattato alle prime luci dell’alba a Palma di Montechiaro.

I carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare, con il supporto dei militari di Agrigento, hanno eseguito una raffica di perquisizioni tra aziende, abitazioni, garage. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Agrigento con il pm Annalisa Failla, ipotizza i reati (a vario titolo) per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, al riciclaggio e violazione della normativa sulle accise. L’attività non è certamente passata inosservata con Palma di Montechiaro che si è svegliata con l’arrivo di numerosi carabinieri che hanno eseguito perquisizioni a tappeto.

Sotto sequestro quasi mezzo milione di euro, rinvenuto nelle disponibilità degli indagati, ma anche migliaia di litri di olio di semi e di clorofilla, un pigmento utilizzato per la miscelazione in maniera tale da far sembrare il liquido extra vergine. I militari dell’Arma hanno posto sotto sequestro anche computer, tablet e cellulari riuscendo anche a trovare un libro mastro, ritenuta la contabilità per le attività illecite. Durante le perquisizioni sono state anche rinvenute, e sequestrate, delle cisterne di gasolio illecitamente detenute.

LA NOTA DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Le indagini svolte dai Carabinieri, attraverso il Reparto Specializzato dell’Arma Tutela Agroalimentare, storicamente impegnato a tutela degli interessi del consumatore e delle naturali dinamiche economico-finanziarie del mercato agricolo, sono ancora in atto e hanno consentito di disvelare i contorni di un’associazione cui viene contestata oltre ad una frode in commercio, iniziata già a partire dal 2022 ed ancora in atto anche altri connessi reati di autoriciclaggio e riciclaggio delle somme derivanti da tale illecita attività. Gli indagati hanno infatti reperito importanti quantitativi di sostanze oleose che, miscelate con aggiunta di betacarotene e clorofilla rameica (secondo gli esami di laboratorio condotti dall’Istituto Centrale Repressione Frodi del M.A.S.A.F), venivano vendute come olio extravergine di oliva a basso costo ad esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari. Gli ingenti guadagni illeciti così ottenuti venivano ripuliti ricorrendo alla falsa fatturazione da parte di alcune imprese individuali riconducibili agli stessi indagati, aventi ad oggetto prodotti agricoli.Il gruppo criminale organizzato, utilizzando benzina e carburante per uso agricolo (acquistato ad accisa ridotta, rifornivano una serie di mezzi utilizzati per approvvigionare della sostanza oleosa, con cadenza giornaliera, ogni provincia della regione, senza disdegnare le spedizioni sul Territorio Nazionale e all’estero (anche in Germania). Le indagini preliminari per la ricostruzione di fatti e responsabilità personali sono ancora in atto e proseguono sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento. L’operazione, oltre a testimoniare la specifica sensibilità delle Istituzioni per il comparto oleario e per la Salute Pubblica, costituisce tangibile testimonianza del costante impegno dell’Arma dei Carabinieri a tutela del consumatore e delle imprese sane che operano nel pieno rispetto della normativa.

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