Agrigento

Ha lavorato a fianco di Livatino, Luigi D’Angelo racconta la quotidianità professionale del giudice ucciso dalla Mafia

Nella sala della Biblioteca Lucchesiana è stato presentato il volume: "Rosario Livatino tra magistratura e fede operosa"

Pubblicato 1 ora fa



In occasione del 36esimo anniversario della morte del giudice beato Rosario Livatino nella sala della Biblioteca Lucchesiana è stato presentato il volume: “Rosario Livatino tra magistratura e fede operosa” scritto da Luigi D’Angelo.

È il racconto di chi ha conosciuto Livatino, ne ha osservato il metodo di lavoro e ne ha condiviso la quotidianità professionale. Luigi D’Angelo ripercorre la formazione del giovane Rosario attraverso quattro esperienze decisive: la famiglia; la scuola classica di Canicattì e l’insegnamento della professoressa Ida Abate; il rinnovamento ecclesiale del Concilio Vaticano II; la magistratura, vissuta da Livatino come scelta professionale e vocazione al servizio. Nel libro una parte è dedicata al biennio 1984-1986. Le annotazioni delle agende personali di Livatino vengono ricollocate nel contesto della sua attività giudiziaria e, in particolare, della fase istruttoria del processo “Ferro + 44”. È in quegli anni che nei suoi diari compare la sigla “S.T.D.”, comunemente interpretata come “Sub Tutela Dei”.

A portare i saluti iniziali Don Angelo Chillura. Alla presentazione accanto all’autore hanno partecipato mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, postulatore della fase romana della causa di canonizzazione; Toni Mira, giornalista, già capo della redazione romana di Avvenire; don Giuseppe Cumbo, Vicario Generale della diocesi di Agrigento. A moderare l’incontro Luigi Mula, giornalista.

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