Agrigento

Favara, dentista da rapire (o rapinare) per pagare una partita di cocaina; quell’abigeato ai danni della famiglia Milioti: parola del pentito Quaranta

Un medico – dentista di Favara, ricchissimo, da sequestrare o rapinare (nella sua casa di Cannatello, San Leone, zona balneare di Agrigento custodiva una cassaforte ricolma di denari) per pagare una partita di cocaina reclamata dal clan Fragapane e mai pagata dal clan Errigo di Comiso, tramite il referente più importante dopo l’arresto del boss […]

Pubblicato 8 anni fa

Un medico – dentista di Favara, ricchissimo, da sequestrare o rapinare (nella sua casa di Cannatello, San Leone, zona balneare di Agrigento custodiva una cassaforte ricolma di denari) per pagare una partita di cocaina reclamata dal clan Fragapane e mai pagata dal clan Errigo di Comiso, tramite il referente più importante dopo l’arresto del boss Concetto Errigo, ossia Carmelo Battaglia. E ad indicare il nome del facoltoso professionista ai mafiosi comisani è stato il pentito favarese Giuseppe Quaranta che aveva premura di recuperare i soldi di una partita di cocaina mai pagata da Battaglia che aveva fatto “incazzare tantissimo il seppur giovane boss e figlio d’arte Francesco Fragapane.

E gli uomini del clan Errigo aveva già reclutato il commando che avrebbe dovuto entrare in azione a Favara. Solo un caso fortuito ha fatto perdere tempo e il rapimento (o la rapina) del dentista favarese è rimasto solo un progetto.

Gli inquirenti conoscono il nome del medico farmacista. E, nell’allegare i verbali di Quaranta agli atti del processo “Proelio” hanno pensato bene di omissare l’intera pagina 5 (su 23) segno tangibile che le investigazioni sono tuttora in corso.

Ed ancora: una punizione esemplare da impartire ad un nucleo di raffadalesi (e sabettesi) che all’insaputa del boss Francesco Fragapane (figlio di Totò, mammasantissima al 41 bis dal 1994) indicavano ai calabresi della ndrangheta più potente, la cosca dei Pesce, dove compiere abigeati mandandoli a rubare pecore nella tenuta del boss Carmelo Milioti, ucciso come accadeva nell’America del proibizionismo, ossia nella sala da barba mentre si faceva rasare. Ma Milioti è un cognome ingombrante a Favara e in Cosa nostra. Troppo difficile superare l’onta di un affronto con un nulla di fatto. L’incidente diplomatico mafioso-ndanghetistico era già pronto. Rimaneva e rimane solo da risolverlo.

Con quali modalità è difficile saperlo.

E così da quel momento, scoperto il raggiro, la vita di quattro simil-mafiosi, semmai truffatori di scarso valore) vale meno di un soldo.

Sono i ben noti Roberto Lampasona e Domenico Mangione (con Giuseppe Vella e Michele Bellavia, che è un pastore di Favara, cugino di Gaetano Pace, stiddaro di Palma di Montechiaro –  “Loro gli indicavano il gregge e i calabresi andavano a fare il furto”  – afferma il pentito Giuseppe Quaranta) già pluri-catturati (sebbene pluri-scarcerati) che del traffico di bestiame, abigeati e gioco d’azzardo hanno fatto una rischiosa professione.

Ecco in sintesi i racconti del neo pentito favarese Giuseppe Quaranta, ormai in rotta di collisione con Cosa nostra, resi avanti l’autorità giudiziaria di Ragusa (Pm, la assai sveglia Valentina Sincero, capitano Domenico Spataro e luogotenente Salvatore Calvo del reparto investigativo dei Carabinieri di Ragusa) lo scorso 17 marzo e confluite nel processo in corso denominato “Proelio” che vede alla sbarra mafia siciliana (clan Fragapane e clan Errigo) e ndrangheta calabrese (clan Pesce tramite Vincenzo Politanò) e cinque agrigentini: lo stesso pentito Quaranta, Francesco Fragapane, 38 anni, di Santa Elisabetta; Roberto Lampasona, 41 anni, di Santa Elisabetta; Antonino Mangione, 38 anni, di Raffadali e Girolamo Campione, 40 anni, residente a Burgio.

Giuseppe Quaranta dovrà rendere testimonianza nel processo a carico di tutti gli imputati (è stata stralciata solo la sua posizione) come deciso nel corso dell’udienza preliminare dal Gip del Tribunale di Catania Giovanni Cariolo

Verbali molto interessanti e inediti di cui Grandangolo – in esclusiva – vi dà conto e tra due ore vi darà gli ulteriori particolari.

 

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