Agrigento

Navigando nella Scienza, 83 giovani alla scoperta del mare di Agrigento

Concluso il progetto di MeRiS – Mediterraneo Ricerca e Sviluppo APS, realizzato con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese

Pubblicato 2 giorni fa

Si è concluso “Navigando nella Scienza: Giovani Ricercatori per il Mare di Agrigento”, il progetto promosso da MeRiS – Mediterraneo Ricerca e Sviluppo APS con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, che ha coinvolto 83 ragazze e ragazzi in un percorso di formazione e citizen science dedicato alla conoscenza della biodiversità marina del territorio agrigentino. La maggior parte degli agrigentini non sa che, a poche miglia dalla costa, è presente una comunità di delfini della specie tursiope (Tursiops truncatus) che da anni viene studiata dai ricercatori di MeRiS. Eppure quel tratto di mare che ogni giorno osserviamo dalle nostre spiagge ospita una biodiversità straordinaria: non soltanto delfini, ma anche tartarughe marine, uccelli pelagici e numerose altre specie protette che testimoniano l’elevato valore naturalistico di questo territorio.

È difficile proteggere qualcosa di cui si ignora persino l’esistenza. È proprio da questa consapevolezza che è nato “Navigando nella Scienza: giovani ricercatori per ilare di Agrigento”, non una semplice esperienza in mare, ma un percorso pensato per permettere ai giovani di comprendere come nasce la conoscenza scientifica e di sperimentare direttamente alcune delle metodologie utilizzate dai ricercatori per studiare l’ambiente marino. Dopo una prima fase di formazione dedicata alla biologia e all’ecologia dei cetacei, alla biodiversità marina, alle principali minacce di origine antropica e alle tecniche di monitoraggio, i partecipanti sono saliti a bordo e hanno affiancato i ricercatori di MeRiS durante 20 uscite in mare. Qui hanno imparato a osservare sistematicamente l’ambiente, riconoscere le specie, registrare gli avvistamenti, raccogliere dati sulla posizione e sulla rotta dell’imbarcazione e, in presenza di cetacei, rilevare il numero degli individui, la composizione dei gruppi e il loro comportamento.

Il mare di Agrigento è diventato così un laboratorio a cielo aperto nel quale i ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma hanno partecipato direttamente alle attività di citizen science, comprendendo il percorso che trasforma un’osservazione in un dato utile alla ricerca. Nel corso delle attività sono stati registrati 14 avvistamenti di gruppi di tursiopi, oltre ad avvistamenti di tartarughe marine e di diverse specie di uccelli marini protetti. Animali che vivono o frequentano le acque a poche miglia dalla città e che, nonostante questa vicinanza, rimangono ancora poco conosciuti da una parte della comunità locale. Uno dei risultati più interessanti riguarda ciò che i partecipanti hanno imparato. L’efficacia del percorso è stata valutata attraverso questionari somministrati prima e dopo la formazione: la percentuale media di risposte corrette è passata dal 43,5% al 91,3%, con un incremento di 47,8 punti percentuali. L’82,6% dei partecipanti valutati ha inoltre migliorato il proprio punteggio individuale.

«Quando abbiamo immaginato questo progetto – spiega Jessica Alessi, naturalista e presidente di MeRiS – volevamo soprattutto dare ai ragazzi la possibilità di scoprire ciò che esiste davanti alle loro coste. In tanti anni di ricerca sui cetacei mi sono resa conto che una delle difficoltà più grandi nella conservazione è proprio la distanza tra ciò che la ricerca conosce e ciò che arriva alla comunità. Molti giovani sono saliti a bordo senza sapere che a poche miglia dalle spiagge che frequentano si possono incontrare i delfini. Vederli osservare, fare domande, raccogliere dati e iniziare a riconoscere le specie ha dato un significato concreto al progetto. I numeri ci dicono che hanno acquisito nuove conoscenze, ma il risultato più importante è probabilmente aver fatto scoprire loro un patrimonio naturale che appartiene al territorio in cui vivono». 

Da oltre dieci anni MeRiS svolge attività di ricerca, monitoraggio, divulgazione e conservazione della biodiversità marina nel Canale di Sicilia, con particolare attenzione ai cetacei. “Navigando nella Scienza” ha permesso di trasferire una parte di questa esperienza alle nuove generazioni, mettendo in relazione ricerca scientifica, educazione ambientale e conoscenza del territorio. “Navigando nella Scienza: Giovani Ricercatori per il Mare di Agrigento” è stato realizzato grazie al sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, che ha permesso di offrire ai giovani un percorso capace di mettere in relazione formazione, ricerca scientifica e conoscenza diretta del patrimonio naturale del territorio. Il mare di Agrigento non è soltanto quello che vediamo dalla spiaggia. Conoscerne la biodiversità significa riconoscere il valore di un patrimonio naturale che appartiene al territorio e comprendere perché sia necessario conservarlo.

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