Agrigento

Uccise la moglie a coltellate, Salamone chiede di andare in una comunità terapeutica 

L’agricoltore agrigentino sta scontando la condanna all’ergastolo per avere ucciso la moglie Patrizia Russo. Adesso chiede di andare in comunità

Pubblicato 3 ore fa

Giovanni Salamone, l’agricoltore condannato all’ergastolo per avere ucciso la moglie Patrizia Russo a coltellate nell’ottobre 2024, chiede di lasciare il carcere e andare in una comunità terapeutica attrezzata. La difesa, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pennica, ha avanzato un’istanza con la quale si chiede la sostituzione della custodia in carcere che crea “un solco incolmabile tra il condannato e i familiari della vittima, mentre un percorso terapeutico potrebbe favorire il recupero sociale dell’uomo”. Una richiesta che già in passato era stata respinta alla luce anche della ferma opposizione dei figli della vittima rappresentati dagli avvocati Maria Luisa Butticè e Anna Maria Tortorici. Salamone è stato condannato all’ergastolo sia in primo che secondo grado. Il movente dell’omicidio di Patrizia Russo, insegnante agrigentina, sarebbe di natura economica. E, in particolare, nell’essersi rifiutata di consegnare immediatamente 250 euro che il coniuge – Giovanni Salamone – avrebbe dovuto utilizzare per ripianare uno scoperto sul proprio conto corrente.

I protagonisti di questo dramma sono volti noti ad AgrigentoGiovanni Salamone, 61 anni, agricoltore e commerciante di prodotti della terra con la passione per l’ambiente. Da anni era uno degli attivisti, impegnato sul fronte di Punta Bianca, dell’associazione ambientalista Mareamico. Nel 2020 aveva anche tentato la carriera politica, candidandosi al Consiglio comunale senza successo. Patrizia Russo, 53 anni, stimata insegnate di sostegno. In molti la ricordano per le sue esperienze prima alla scuola media “Castagnolo” di Agrigento e poi all’istituto “Andrea Camilleri” di Favara. Amava il suo lavoro, sorridente, sempre disponibile. Una famiglia come tante che ha vissuto momenti felici e di sconforto, alti e bassi che contraddistinguono la quotidianità di vita delle persone ma mai – almeno fino a quel drammatico 16 ottobre 2024 – un segnale che potesse lasciar presagire un epilogo così tragico. Salamone prima accoltella la moglie mentre dormiva. Poi la chiamata ai carabinieri e la confessione: “Ho fatto una sciocchezza”.

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