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Mafia agrigentina, chiesta conferma delle condanne e 10 anni per un empedoclino

Si attendono solo le sentenze. Si è svolta l’ultima udienza del processo di appello riguardante l’inchiesta antimafia denominata “Nuova Cupola” che ha, secondo le accuse, smantellato i clan di Cosa nostra agrigentina. Il processo si è concluso con le arringhe della difesa e manca solo la decisione dei giudici prevista per il prossimo 30 novembre, […]

Pubblicato 9 anni fa

Si attendono solo le sentenze. Si è svolta l’ultima udienza del processo di appello riguardante l’inchiesta antimafia denominata “Nuova Cupola” che ha, secondo le accuse, smantellato i clan di Cosa nostra agrigentina. Il processo si è concluso con le arringhe della difesa e manca solo la decisione dei giudici prevista per il prossimo 30 novembre, data fissata per la sentenza. L’accusa ha chiesto la conferma delle condanna inflitta in primo grado per Carmelo Vetro, 29 anni, di Favara, che in primo grado aveva ricevuto una condanna a 9 anni, Gaetano Licata, 32 anni, che era stato condannato a 10 anni, Maurizio Romeo, 45 anni, di Porto Empedocle, condannato a 14 anni, Pietro Capraro, 36 anni, agrigentino, a cui erano stati inflitti 9 anni, Gerlando Russo, 42 anni, di Porto Empedocle, condannato a 9 anni in primo grado. Sempre il procuratore generale ha chiesto, inoltre, la condanna a 10 anni di carcere per l’empedoclino Bruno Pagliaro, accusato di associazione mafiosa e assolto nel processo di primo grado.

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