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Canicattì, agricoltore ucciso per una strada contesa: preso il killer (ft e vd)

di Irene Milisenda e Giuseppe Castaldo E’ in corso l’interrogatorio del presunto killer – Carmelo Rubino, 70 anni di Canicattì – che nella tarda mattinata di oggi ha ucciso a pistolettate il vicino di terreno, l’agricoltore Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 68 anni. Alla base del delitto una strada contesa che garantisce l’accesso ai vigneti di entrambi. […]

Pubblicato 5 anni fa

di Irene Milisenda e Giuseppe Castaldo

E’ in corso l’interrogatorio del presunto killer – Carmelo Rubino, 70 anni di Canicattì – che nella tarda mattinata di oggi ha ucciso a pistolettate il vicino di terreno, l’agricoltore Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 68 anni. Alla base del delitto una strada contesa che garantisce l’accesso ai vigneti di entrambi. Dissapori, forse sottovalutati, che col tempo si sono intrisi di rancore. 

Questa mattina l’ennesima, ultima discussione. Cannizzaro, trovando l’accesso della stradina sbarrato, ha chiamato il suo avvocato con l’intenzione di sporgere denuncia nei confronti di Rubino. Non ha avuto tempo perchè, intorno le 11.30, Rubino si è presentato a tu per tu col vicino sparandogli in testa proprio davanti il vigneto. Sarebbero due i colpi che hanno attinto il 68enne. Ancora in corso le ricerche dell’arma del delitto che, come avrebbe dichiarato il presunto killer, sarebbe stata gettata durante la fuga. Non è ancora chiaro se l’arma fosse detenuta legalmente o meno.

Fuga che è durata pochissimo. Le forze dell’ordine hanno fin da subito concentrato i propri sforzi investigativi sulla figura di Rubino. Mentre una pattuglia di carabinieri si stava recando presso la sua abitazione una volante della Polizia lo ha fermato ancora per strada nel bel mezzo della fuga. 

Strazio e disperazione sul volto dei parenti della vittima e dei tanti residenti della zona che si sono raccolti a pochi passi dal delitto.  Sulla scena del delitto il reparto della scientifica dei Carabinieri, che ha svolto i rilievi, i militari dell’Arma della Compagnia di Canicattì, guidati dal capitano Pacifico,  gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, ed il capitano del Nucleo Investigativo Luca Armao tutti coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Paola Vetro, titolare del fascicolo d’inchiesta.

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