Mafia, blitz “Vultur”: iniziato processo d’Appello

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Mafia, blitz “Vultur”: iniziato processo d’Appello

di Redazione
Pubblicato il Nov 9, 2019
Mafia, blitz “Vultur”: iniziato processo d’Appello

Si è svolta ieri la prima udienza del processo in Corte d’Appello nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Vultur” – condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento guidata da Giovanni Minardi – che ha fatto luce sulla famiglia mafiosa di Camastra e su un giro di racket imposto ad una ditta di onoranze funebri del paese. 

In primo grado il collegio di giudici presieduto da Luisa Turco, oggi Gip presso il Tribunale di Agrigento, condannò alla pena di 17 anni e 6 mesi Rosario Meli, alias “U puparu”, considerato il capo della famiglia mafiosa di Camastra; 14 anni e 6 mesiper il figlio Vincenzo mentre 13 anni e 6 mesi sono stati inflitti al tabaccaio del paese Calogero Piomboritenuto il cassiere della famiglia mafiosa di Camastra. Condanna anche per Lillo Di Caro, esponente di rilievo della mafia di Canicattì, a cui sono stati inflitti 22 anniin continuazione e che assorbe dunque le condanne a 14 anni nel procedimento “Alta Mafia”.

Il processo di secondo grado si celebra davanti il presidente della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo Giacomo Montalbano. Il collegio delle difese è composto dagli avvocati Angela Porcello, Santo Lucia, Raffaele Bonsignore, Giuseppe Barba, Antonino Reina e Calogero Fiorello.

Di fatto, ieri, l’udienza si è soffermata sugli aspetti tecnici e formali.

Il Comune di Camastra in seguito all’operazione Vultur fu oggetto di ispezione prefettizia e successivamente sciolto per “ingerenze con la criminalità organizzata”. Circostanza questa esclusa però dalla sentenza di primo grado. 


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