Agrigento

Michele Sodano è il nuovo sindaco di Agrigento

Anche se lo spoglio è ancora in corso, è avanti di oltre 7mila voti su Dino Alonge

Pubblicato 52 minuti fa



Dopo interminabili minuti di cautela e riserbo, alla fine è esplosa la festa: Michele Sodano è il nuovo sindaco di Agrigento. Anche se lo scrutinio è ancora in corso, con 32 sezioni definitive su 57 totali, il candidato di Controcorrente e campo largo è al 72,27% con quasi 12mila voti, 7mila più del suo avversario.

“Siamo una comunità politica che vuole guidare Agrigento verso una nuova primavera. Il ringraziamento anche ai nostri competitors, con cui ci siamo sfidati in questa campagna elettorale” ha detto il nuovo sindaco.

Fino alle 15.55 la cautela regna sovrana nel comitato elettorale del Viale della Vittoria. Sodano e Ismaele La Vardera, con i relativi staff, sono rimasti chiusi in una stanza. Niente dichiarazioni, niente festeggiamenti. Solo il fiato sospeso, mentre i contatori crescevano e i dati dalle sezioni era chiaro fin dalla prima fase dello spoglio quale sarebbe stato il risultato finale. Adesso al comitato è scoppiata la festa. In lacrime La Vardera, che oggi compie anche il compleanno.

“Grazie agli agrigentini abbiamo fatto un miracolo politico – ha detto La Vardera – che è fondato su tre pilastri: l’unione d’intenti, la credibilità del progetto e il candidato giusto per guidare questa città. Se non ci fossero state queste tre cose non saremmo arrivati qui. Grazie agli alleati, perché è una vittoria di tutti e che apre uno scenario importante e crea e un modello politico: come è accaduto ad Agrigento può accadere in Sicilia mandando a casa il governo Schifani”.

Tutt’altro clima si respira al Villaggio Mosè, al comitato di Dino Alonge. Il candidato del centrodestra per parte dello spoglio aveva deciso di fare un giro in moto, poi è tornato per prendere atto della sconfitta, anche se i telefoni vengono sbattuti in faccia alla stampa che prova a contattarlo.

Ad ammettere la sconfitta, unico parlamentare presente, è stato Roberto Di Mauro. “La battaglia non è andata bene al primo turno per ragioni diverse e quindi al secondo turno bisognava soltanto impegnarsi e spiegare il progetto alle persone. Un risultato in un certo senso che non meraviglia, percentuale in più o in meno”.

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