Camastra: la relazione del Prefetto che portò allo scioglimento: “Sindaco non poteva non sapere”
“Non può a tal proposito non rilevarsi che in una realtà come quella di Camastra (centro di piccole dimensioni, con una popolazione di poco superiore ai 2.000 abitanti), coloro che ricoprivano una pubblica carica – … omissis … erano facilmente in grado di rendersi conto della sussistenza di “situazioni sensibili” che potevano incidere negativamente sulla […]
“Non può a tal proposito non rilevarsi che in una realtà come quella di Camastra (centro di piccole dimensioni, con una popolazione di poco superiore ai 2.000 abitanti), coloro che ricoprivano una pubblica carica – … omissis … erano facilmente in grado di rendersi conto della sussistenza di “situazioni sensibili” che potevano incidere negativamente sulla trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa nella gestione della cosa pubblica.
Che Camastra, al pari degli altri centri dell’agrigentino, si caratterizzi per la presenza della criminalita’ organizzata di stampo mafioso era un dato assolutamente notorio […]”
Si legge così in una parte della relazione inviata alla segreteria di sicurezza del Dipartimento per gli affari interni e territoriali inviata dal Prefetto di Agrigento Dario Caputo dopo aver letto a sua volta la relazione redatta dai componenti della commissione di indagine che lo scorso mese ha portato allo scioglimento del comune di Camastra per ingerenze da parte della criminalità organizzata. Accesso ispettivo scattato dopo l’operazione Vultur che fece scattare le manette per Rosario e Vincenzo Meli, Calogero Piombo, Angelo Prato e il canicattinese Calogero Di Caro.
“Nonostante il clamore mediatico suscitato in un piccolo centro come Camastra, dall’indagine di polizia giudiziaria e dai conseguenti provvedimenti di arresto e fermo per indiziato di delitti, nonostante svariati servizi giornalistici ad opera sia di emittenti locali che nazionali, la circostanza che nessuna iniziativa sia stata posta in essere dall’Amministrazione comunale, rimasta inerte anche dopo l’insediamento della Commissione d’Indagine, appare un comportamento che, dato il modesto ordine di grandezza del Comune di Camastra, difficilmente puo’ esaurirsi nella sfera della mera omissività e più verosimilmente va a inquadrarsi in un poco giustificabile perdurante comportamento di indifferenza sulle “attenzioni” e sul “rapporto privilegiato” riservato, attraverso il … omissis …. A cio’ si aggiunga la mancata costituzione di parte civile del Comune nel processo (Vultur ndr)”
Una relazione pesante quella del Prefetto Caputo che continua il lavoro del suo predecessore Diomede. Uno scioglimento che il Sindaco Cascià, che tuttora non risulta indagato in alcun procedimento, diceva non aspettarsi.
Che Cascià abbia rivestito la sua carica di Sindaco senza palesemente violare la legge gliene dà atto anche il Prefetto Caputo che sempre nella sua relazione scrive con un “ma”:
“Pur non essendo emerse situazioni di palese violazione di legge nella gestione della macchina burocratica comunale, è altrettanto vero che è stata registrata, nei comportamenti amministrativi, una sorta di acquiescenza agli interessi della criminalità, una palese “inattività”, una serie reiterata di comportamenti omissivi che vanno nella direzione di mantenere lo status quo in modo da non turbare gli interessi economici e patrimoniali della famiglia mafiosa operante a Camastra.”
Un’amministrazione geneticamente debole che non era in possesso dei necessari “anticorpi”, per respingre quelle forme di infiltrazione e di condizionamento da parte di imprese contigue alla criminalità organizzata.
“Il Comune di Camastra è un piccolo centro in cui non e stata riscontrata la presenza di rilevanti realtà economiche nè tantomeno di un numero rilevante di appalti pubblici.”
Una premessa, quella di Caputo, che però ha portato all’ attenta disamina di due appalti ( i più rilevanti) affidati ad altrattante ditte con “un rapporto di derivazione, anche operativa, dei formali amministratori delle società aggiudicatarie degli appalti rispetto ad imprenditori contigui alla criminalità organizzata di stampo mafioso operante nell’agrigentino”
Il Comune di Camastra non andrà, dunque, alle urne il prossimo Giugno. Per diciotto mesi il comune sarà gestito dai commissari dott. Domenico Fichera – viceprefetto; dott. Salvatore Giuseppe Ciarcià- viceprefetto aggiunto; dott. Carmelo La Paglia – funzionario economico-finanziario.




