Cultura

Dal 15 settembre al via il ‘Bellini international context’

Un programma che avrà come epicentro Catania ma che toccherà anche Palermo, Agrigento e Messina

Pubblicato 10 minuti fa

La Sicilia rende omaggio al compositore catanese Vincenzo Bellini con il ‘Bellini international context’, manifestazione organizzata dalla Regione attraverso il suo assessorato al Turismo, sport e spettacolo.

L’evento, presentato oggi a Palazzo d’Orleans di Palermo e giunto alla sua sesta edizione, prenderà il via il 15 settembre e si concluderà il 4 ottobre. Saranno oltre trenta gli appuntamenti: opere liriche, concerti classici e jazz, contaminazioni tra prosa e musica, prime esecuzioni assolute, incontri musicologici e iniziative diffuse. Un impegno complessivo di 1.500 artisti per un programma che avrà come epicentro Catania, ma che toccherà anche Palermo, Messina e Agrigento. Un calendario pensato per rendere omaggio al compositore catanese tra i maggiori esponenti del teatro musicale dell’Ottocento, autore di dieci melodrammi, tra i quali ‘La sonnambula’, ‘Norma’ e ‘I Puritani’.

All’incontro con la stampa hanno partecipato l’assessora Elvira Amata e sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania Giovanni Cultrera di Montesano. “Il Bellini International Context – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – è un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il proprio valore per Catania e si afferma sempre più come uno degli eventi di riferimento della vita culturale della Sicilia orientale e dell’intera Isola. Siamo orgogliosi che la Regione Siciliana possa sostenere una manifestazione capace di valorizzare il genio e l’eredità di Vincenzo Bellini, promuovendo al tempo stesso la cultura siciliana e rafforzando l’attrattività del nostro territorio. Investire in manifestazioni di questa caratura significa credere nella cultura come strumento di crescita, di identità e di apertura della Sicilia al pubblico nazionale e internazionale”. “Il turismo è la vera industria che muove l’economia – ha sottolineato Amata – e il festival porta con sé anche un notevole indotto economico immediato. Il turismo è un elemento che si interseca con tutte le altre realtà produttive. È significativo che il progetto sia stato costruito sin dalla prima edizione grazie ad una rete di prestigiose istituzioni, espressione di una volontà di fare sistema che nel tempo ha saputo consolidarsi e sviluppare nuove sinergie. Dal 2021 la Regione Siciliana promuove e organizza il festival, un percorso multigenere che intreccia la musica alle altre arti e rafforza l’offerta turistica, generando valore per l’intero territorio. Da questa visione nasce l’autorevolezza del Bic nel testimoniare la stratificazione culturale e la vocazione internazionale della nostra Isola. La musica del Cigno catanese diventa così la voce e l’ambasciatrice della Sicilia nel mondo”. Amata ha evidenziato poi l’elemento della “destagionalizzazione” per un evento che “parte a fine estate, quando alcuni visitatori lasciano la Sicilia ma ne arrivano altri”. Amata ha poi aggiunto: “Il festival parte da Catania ma abbiamo voluto de localizzarlo per fare conoscere il territorio e il nostro patrimonio artistico-culturale”. L’assessora al Turismo ha infine evidenziato “l’offerta turistica complessiva che offre la Sicilia: è completa, fatta di paesaggi, enogastronomia, patrimonio artistico-culturale ed eventi”. “Vincenzo Bellini è una delle espressioni più alte dell’identità culturale di Catania e della Sicilia”, il commento di Cultrera e di Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico del Bic. “La sua musica ha oltrepassato i confini del tempo e dello spazio, divenendo patrimonio universale e conservando ancora oggi una forza e una modernità straordinarie – hanno aggiunto -. Da questa consapevolezza nasce il Bellini International Context. La sesta edizione ci conduce nella Parigi del 1835, crocevia della cultura europea e luogo della consacrazione internazionale del Cigno catanese”. Cultrera ha poi aggiunto: “Vincenzo Bellini è patrimonio immateriale di tutta l’umanità e diventa anche bene culturale. La musica che offriremo avrà la possibilità di avvicinare tanti giovani e turisti. Tutto questo – ha concluso – nel nome di quel grande scienziato della musica che fu Vincenzo Bellini”.

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