Giudiziaria

Uccide i genitori a coltellate, psichiatri in aula: “Pericoloso ma capacità di intendere scemata”

Il pool di specialisti ha riferito in aula sulle condizioni di Gioacchino Sedita, il trentaquattrenne che lo scorso anno uccise con quasi cinquanta coltellate padre e madre

Pubblicato 1 settimana fa

È pericoloso, in grado di affrontare un processo ma la sua capacità di intendere e volere al momento del duplice omicidio è grandemente scemata. Il pool di psichiatri nominato dalla Corte di Assise di Agrigento, presieduta dal giudice Giuseppe Miceli, è comparso questa mattina in aula a relazionare sulla perizia psichiatrica effettuata su Gioacchino Sedita, il trentaquattrenne che lo scorso anno uccise con quasi cinquanta coltellate padre e madre nell’appartamento che condividevano a Racalmuto.

Gli psichiatri Leonardo Giordano e Osvaldo Azzarelli hanno risposto alle domande delle parti, nell’udienza interamente dedicata alla loro escussione, confermando quanto già hanno messo nero su bianco nella super perizia. “All’epoca degli episodi criminosi addebitatigli Salvatore Gioacchino Sedita era affetto da infermità di mente in misura tale  – si legge – da scemare grandemente senza escludere la sua capacità di intendere e volere”. Sedita, difeso dall’avvocato Ninni Giardina, secondo quanto emerso dalla relazione del pool di specialisti, già dal 2018 risultava affetto da disturbo psichico. Descritto in aula anche il rapporto dell’imputato con la droga. Per gli psichiatri non ci sarebbe una intossicazione cronica tale da scemare la capacità di intendere e volere ma quest’ultima, invece, risulta compromessa dai deliri da cui Sedita è affetto da anni.

Il pool ha poi confermato l’attuale condizione del trentaquattrenne: è altamente pericoloso e in grado di affrontare il processo suggerendo anche che, in caso di eventuale condanna, lo stesso possa scontare la pena in una struttura sanitaria appositamente dedicata agli autori di reato con disturbi mentali. La Corte di Assise ha aggiornato l’udienza al prossimo 4 luglio quando sarà sentito in aula, come richiesto dal legale della parte civile Giuseppe Zucchetto (gli altri avvocati di parte civile sono Giuseppe Barba e Giuseppe Contato), il consulente di parte Gaetano Vivona. Un’altra udienza è stata fissata per il prossimo 18 luglio quando, a meno di colpi di scena, il pubblico ministero comincerà la requisitoria.

L’omicidio si consuma nel giorno di santa Lucia, in un appartamento del piccolo centro dell’agrigentino. Giuseppe e Rosa stavano pranzando ma la tavola era apparecchiata per tre. A far scattare l’allarme era stato un vicino di casa che, chiamando una delle figlie, raccontò dell’assenza di Giuseppe alla festa organizzata proprio per il suo pensionamento. I sospetti sono subito ricaduti sul figlio Salvatore, ragazzo con un passato complicato caratterizzato da maltrattamenti e uso di sostanze stupefacenti. In un primo interrogatorio sconclusionato, reso al sostituto procuratore Gloria Andreoli, Sedita ha negato le sue responsabilità dichiarando di vedere i fantasmi, di chiamarsi in un altro modo e di aver incontrato anche l’uomo nero. In un secondo interrogatorio, questa volta davanti il gip Francesco Provenzano, Sedita cambiò versione confessando il duplice omicidio. All’origine del massacro ci sarebbero i contrasti con i genitori che, a suo dire, non l’avrebbero accettato e avrebbero persino minacciato di buttarlo fuori di casa

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