Mafia

Mafia e appalti, il procuratore De Luca: “Le indagini non ci sono state”

Lo dice il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca nel corso dell'audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia

Pubblicato 5 ore fa

 “Nel procedimento ‘mafia e appalti’ le indagini non si sono fatte, e parlo in particolare del Gruppo Ferruzzi”. Lo dice il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca nel corso dell’audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. Proprio ieri la Procura nissena ha chiesto di archiviare uno dei filoni d’inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio, quella sull’inchiesta mafia e appalti, ritenuta uno dei moventi che sarebbe alla base delle stragi costate la vita ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte dei due magistrati. 

Nell’ambito dell’inchiesta su ‘mafia e appalti’, in particolare nel procedimento seguito dagli allora pm Natoli-Sciacchitano “si è fatto un po’ di movimento”, “ma si tratta di indagini apparenti”. Nel “procedimento assegnato ai dottori Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone, ma gestito soprattutto dal dottore Pignatone, a parer nostro, commette un gravissimo errore procedurale. In buona parte, per l’80%, ammesso dallo stesso dottore Pignatone, che vanifica tutto il risultato”. Lo ha detto il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo l’audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. “Dal 1991 – prosegue – quando viene depositata l’informativa del ROS, in particolare dal 16 febbraio del 91 al 1995 Antonino Buscemi e il gruppo Ferruzzi godrà di impunità totale”. E ancora: “Non riguarda la mafiosità del soggetto, ma al coinvolgimento del soggetto con il gruppo Ferruzzi e negli appalti. La situazione verrà recuperata solo nel 1997 da un gruppo di nuovi sostituti che finalmente farà una richiesta di misura cautelare, quella cosiddetta del tavolino riguardante effettivamente la gestione degli appalti in Sicilia che comprenderà i vertici, quelli ancora vivi del del gruppo Ferruzzi”, conclude  De Luca.

“Nel procedimento ‘mafia appalti’ vero e proprio l’informativa del ROS così come è arrivata, è stata archiviata. Non è stato fatta alcuna indagine”. Così il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore Deluca proseguendo l’audizione in Commissione antimafia sul dossier mafia e appalti. “Il punto non è che non sia stata richiesta alcuna misura cautelare, nei confronti di Antonino Buscemi e altri, perché secondo noi non vi era assolutamente la possibilità di richiedere una misura cautelare. Ma quello che si doveva fare era approfondire anzi iniziare le indagini sulla posizione di Buscemi e delle cointeressenze col gruppo Ferruzzi”, prosegue. “Come ho già detto, Giovanni Falcone, che non è il primo che passa, si era reso conto dell’enorme valore investigativo- aggiunge- Nel procedimento 35 89 barra 91 assegnato a Sciacchitano e Natoli invece le indagini si fanno, ma sono apparenti. Ecco perché abbiamo parlato di un’indagine apparente, quindi dalla mancanza totale di indagini si passa delle indagini apparenti. Il fil rouge continua anche in seguito, perché nel procedimento assegnato al dottor Loforte e Pignatone in seguito Patronaggio, una parte delle indagini si fanno. C’è anche molto movimento e verranno ridelegate tutte le indagini allo sco, tutte le indagini già fatte dalla Guarriera di Finanza di Massa Carrara”. 

Il dossier ‘mafia e appalti’ viene assegnato il 13 settembre del 1992 dall’allora Procuratore Giammanco ai pm Sciacchitano e Natoli e “e il 17 settembre del 1991 il dottor Natoli procedeva ad i scrivere (l’imprenditore ndr) Antonino Buscemi ed altri per il reato di 416 bis 648 bis e riciclaggio. L’iscrizione comporta delle anomalie o quantomeno dà luogo a delle riflessioni. Da lì a poco il procuratore Giammanco smantellerà il pool ‘mafia appalti’ perché tante persone si occupavano della stessa vicenda e non non era una cosa fruttuosa”. Così il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo l’audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. “E i dottori Natoli e Sciacchitano usciranno proprio dal dal pool mafia appalti- aggiunge – Poco prima di fare questa operazione vi è l’assegnazione a Sciacchitano e Natoli di una materia che riguarda secondo noi palesemente mafia appalti. L’iscrizione separata è una cosa che lascia perplessi, perché nel nell’informativa del ROS del 16 febbraio 91 la vicenda almeno nelle sue grandi linee di Buscemi Antonino e del cointeressenza col gruppo Perruzzi era indicata nella informativa”. “Quindi – dice -farne un procedimento separato, comportava un frazionamento, e anche qui siamo contro la dottrina Falcone: mega indagini, piccoli processi ove possibile, ma non sempre è possibile. Ma le mega indagini si devono fare su questi argomenti. Quindi, un frazionamento, anzi diciamo noi secondo la nostra valutazione, un doppione Che corre parallelo al procedimento principale mafia appalti”. E prosegue: “La cosa che più però colpisce è che questo doppione rimane in qualche misura segreto. Perché? Perché, afferma lo stesso dottor Natoli nel corso di interrogatori che non ne parlò neanche col procuratore Giammanco delle indagini e dell’esito di questo perché non c’era scritto di riferire”.

”Altro punto che desta grandi perplessità, da parte di un pm che gestiva processi importanti di mafia, come Gioacchino Natoli, è stata la scelta della polizia delegata” per occuparsi del dossier ‘mafia e appalti’. ”Astrattamente non è una follia avere individuato il neo costituito Gico della Guardia di Finanza, astrattamente poteva anche andare bene, a patto che si fosse creato un coordinamento con il Ros, ma in concreto la scelta è stata infausta”. Lo ha detto il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo l’audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. “Una forza di pg che dice che non ci sono le risorse adeguate- dice – in questi casi è prassi dire che si delega ad altre forze di pg, anche con le lacrime agli occhi”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.13/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.13/2026
Pagina 1 di 20
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv