Naro, pressioni su ditta rifiuti per favorire istituto di vigilanza: arrestato ex assessore Lisinicchia (ft, vd)

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Naro, pressioni su ditta rifiuti per favorire istituto di vigilanza: arrestato ex assessore Lisinicchia (ft, vd)

di Redazione
Pubblicato il Nov 29, 2018
Naro, pressioni su ditta rifiuti per favorire istituto di vigilanza: arrestato ex assessore Lisinicchia (ft, vd)

Avrebbe fatto pressioni ad un imprenditore gelese, Giuseppe Romano, regolare vincitore dell’appalto sulla raccolta differenziata nel comune di Naro, per far ottenere un contratto da 65 mila euro annui ad un istituto di vigilanza di Palermo di cui è dipendente.

 I carabinieri della Compagnia di Licata – su richiesta del sostituto procuratore Chiara Bisso – hanno arrestato con l’accusa di tentata induzione a dare o promettere denaro l’ex assessore all’urbanistica Franco Lisinicchia. 

Lisinicchia, già consigliere comunale e assessore fino a dieci giorni fa, avrebbe avanzato velate minacce di provvedimenti sanzionatori, a fronte di generiche e fantomatiche mancanze nell’assolvimento del servizio di raccolta, nonché allusioni a possibili danneggiamenti dei mastelli destinati alla raccolta differenziata. A tal proposito, Lasinicchia lasciava intendere che si sarebbe adoperato per garantire anche protezione mafiosa. Insomma una tutela a tutto campo che, tuttavia, in mancanza di riscontri, la Procura ritiene sia millantato credito.

Secondo la Procura di Agrigento erano queste le armi a disposizione dell’ex assessore che si trova oggi agli arresti domiciliari dopo la firma del Gip Alessandra Vella. Le indagini – che si sono avvalse anche di strumenti tecnici come intercettazioni telefoniche ambientali – sono scattata meno di un mese fa grazie alla denuncia dell’imprenditore che si è rivolto ai carabinieri.

 

In particolare, l’amministratore pubblico in questione, in stretti rapporti di occulta collaborazione con un istituto di vigilanza privata siciliano, sfruttando la propria influenza politica sul territorio e nell’ambito del relativo consiglio comunale, si era adoperato affinchè la vittima potesse stipulare un contratto di guardiania, per una spesa annua di 65mila euro.

Velate minacce di provvedimenti sanzionatori, a fronte di generiche e fantomatiche mancanze nell’assolvimento del servizio di raccolta, nonchè allusioni a possibili danneggiamenti dei mastelli destinati alla raccolta differenziata, del valore di circa 90 mila euro. Queste le armi utilizzate per ottenere la firma del contratto.

 

Naro, voleva favorire un istituto di vigilanza privata, arrestato assessore


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