Rubavano auto e chiedevano soldi per restituirle, 4 condanne
Furti di vetture e moto con conseguente richiesta estorsiva nei confronti del proprietario del mezzo, secondo il classico schema del "cavallo di ritorno"
Condanne fino a sei anni e otto mesi per quattro uomini ritenuti responsabili del “cavallo di ritorno” nel comune di Bagheria. Il gup di Termini Imerese, Erina Cirincione, a conclusione del giudizio abbreviato, ha emesso una serie di condanne nei confronti di quattro imputati originari di Villabate, accusati a vario titolo di furto di autovetture, estorsione aggravata in concorso, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con pene comprese da sei anni e otto mesi di reclusione a 2 anni e otto mesi. La sentenza costituisce un primo esito di una complessa attivita’ investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Bagheria nel secondo semestre del 2024, a seguito della quale i militari avevano accertato l’attivita’ di un agguerrito gruppo di giovani di Villabate, specializzato in furti di vetture e moto con conseguente richiesta estorsiva nei confronti del proprietario del mezzo, secondo il classico schema del “cavallo di ritorno”, soprattutto lungo la litoranea tra Aspra e Mongerbino, nel comune di Bagheria, coincidente con l’inizio della stagione balneare, nell’estate del 2024.
Era apparso altrettanto sospetto agli investigatori il fatto che, in numerosi casi, alla denuncia del furto fosse seguita, a distanza di pochi giorni, il ritrovamento dell’auto da parte del proprietario. Le indagini svolte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bagheria, tramite intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi delle riprese delle telecamere di sorveglianza, pedinamenti, ha permesso agli investigatori di concentrare l’attenzione su un gruppo di giovani villabatesi che ottenevano denaro contante in cambio della restituzione del mezzo. Subito dopo il furto, il gruppo contattava il proprietario sui socia! network, tramite profili falsi e sempre diversi, chiedendogli di versare somme di denaro, variabili tra i 200 e gli 800 euro a seconda del valore del mezzo sottratto, in base ad un vero e proprio “listino prezzi”, in cambio della restituzione del mezzo. Le vittime, non di rado dotate di modeste disponibilita’ economiche, pur di riottenere quanto sottratto, preferivano pagare piuttosto che denunciare i propri estorsori




