Agrigento, “Morì dopo intervento vene varicose”, medici accusati di omicidio colposo: sentito chirurgo
E’ ripreso questa mattina il processo a carico di due medici accusati di omicidio colposo in seguito alla morte di Grazia Tedesco, 74 anni, deceduta il 6 novembre 2014. Si tratta del medico di base – originario di Naro – Salvatore Bona, difeso dall’avvocato Angela Porcello, e del chirurgo catanese, difeso dall’avvocato Franca Auteri, Biagio […]
E’ ripreso questa mattina il processo a carico di due medici accusati di omicidio colposo in seguito alla morte di Grazia Tedesco, 74 anni, deceduta il 6 novembre 2014. Si tratta del medico di base – originario di Naro – Salvatore Bona, difeso dall’avvocato Angela Porcello, e del chirurgo catanese, difeso dall’avvocato Franca Auteri, Biagio Di Stefano.
Quest’ultimo, presente in aula, ha reso quest’oggi dichiarazioni spontanee. Escussi anche due consulenti tecnici che hanno chiarito alcuni aspetti.
La vicenda riguarda il decesso della signora Tedesco, morta tre settimane dopo un banale intervento ad una gamba per vene varicose. La 74enne si era recata dal medico di base Bona e, successivamente, era stata operata dal chirurgo. Alcuni giorni dopo l’intervento la donna cominciò a soffrire di febbre alta e, secondo l’accusa, nonostante avesse riferito la circostanza diverse volte al medico di base, che ha anche effettuato una visita a domicilio, non fu avvertita che alla base del perdurante stato febbrile si potesse nascondere un principio di shock settico. La donna, prima di raggiungere l’ospedale di Agrigento dove poi morì, fu ricoverata prima a Canicattì e poi a Caltanissetta.
La parola passa adesso alle parti civili e al pubblico ministero. Si torna in aula l’11 marzo.




