Invasi a secco nell’agrigentino, sopralluogo dei sindaci di Raffadali e Bivona
Sopralluogo dei sindaci di Raffadali e Bivona (Agrigento) Silvio Cuffaro e Milko Cinà al lago Leone e alla Diga Castello, dopo la drammatica situazione “della penuria degli invasi e del rischio che potrebbe perpetrarsi già dai prossimi mesi per tutto il territorio e per i cittadini”. “Abbiamo trovato una situazione preoccupante degli invasi che a […]
Sopralluogo dei sindaci di Raffadali e Bivona (Agrigento) Silvio Cuffaro e Milko Cinà al lago Leone e alla Diga Castello, dopo la drammatica situazione “della penuria degli invasi e del rischio che potrebbe perpetrarsi già dai prossimi mesi per tutto il territorio e per i cittadini”. “Abbiamo trovato una situazione preoccupante degli invasi che a causa del perdurante periodo siccitoso e della mancanza di manutenzione rischiano di essere letali per i cittadini agrigentini – denunciano i sindaci – Ecco perché rendiamo pubblica da subito al Presidente della Regione, all’assessore regionale all’energia e al presidente dell’Esa la realtà delle cose, per evitare effetti devastanti a causa del mancato approvvigionamento idrico per un’intera provincia”.
“Innanzi tutto si devono effettuare subito delle opere di svuotamento dei detriti e del materiale sabbioso per dare una degna pulizia agli invasi, affinché si possano convogliare le acque piovane in maniera corretta dragando questi siti e aumentando la capacità invasiva – dicono – Così si potranno evitare i problemi per gli anni successivi e per questo occorre immediatamente un intervento del governo e degli organi preposti prima che arrivino le piogge, anche perché gli stessi invasi sono tra le primarie fonti di risorse idriche per uso potabile e agricolo per la nostra provincia e sono urgentissimi questi lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che non possono essere derogati. Siamo certi che questo appello sia raccolto celermente dagli uomini di governo per non lasciare in totale abbandono i siti e le esigenze di questo territorio che purtroppo non è nuovo a crisi in materia di risorse idriche”.

