Lavoratori in nero in strutture alberghiere, due imprenditori denunciati
Elevate sanzioni amministrative per 6.400 euro
Proseguono i controlli dei Carabinieri per contrastare il fenomeno del caporalato e del lavoro irregolare nel settore turistico-alberghiero, un comparto che, soprattutto durante la stagione estiva, registra un significativo incremento dell’attività e della richiesta di manodopera. L’obiettivo dei controlli è quello di tutelare i lavoratori, garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese e assicurare il rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nell’ambito della specifica campagna di controllo disposta dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, i militari della Stazione di Aci Castello, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania, hanno effettuato una serie di verifiche presso 2 strutture ricettive del territorio, denunciando in stato di libertà due imprenditori: un 46enne residente ad Aci Castello e un 63enne residente a Ispra (VA), ritenuti responsabili, a vario titolo, di violazioni in materia di lavoro.
L’attività ispettiva ha interessato complessivamente due aziende, entrambe risultate irregolari. Nel corso delle verifiche sono stati identificati 11 lavoratori, 2 dei quali impiegati completamente “in nero”, ossia privi di qualsiasi regolare rapporto di lavoro. In particolare, agli indagati vengono contestate violazioni dell’articolo 14 e dell’articolo 18 del D.Lgs. 81/2008, per l’omessa sottoposizione dei lavoratori alla prevista sorveglianza sanitaria, nonché dell‘articolo 3, comma 3, della Legge 73/2002, per l’impiego di lavoratori irregolari e “in nero”.
Proprio per la presenza di lavoratori irregolari in misura superiore alla soglia prevista dalla normativa, ha comportato, per una delle due attività, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, misura finalizzata a interrompere immediatamente situazioni di grave irregolarità e a garantire la tutela dei lavoratori.
Sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, i due imprenditori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, Complessivamente sono state elevate ammende per 2.847,68 euro, contestate sanzioni amministrative per 6.400 euro e accertati contributi previdenziali e assistenziali evasi per ulteriori 1.800 euro.


