Agrigento

Operazione “Giustizia privata”, 4 arresti a Favara: provocarono morte di un uomo

Questa mattina  alle ore 05:15, in Favara, i Carabinieri della locale Tenenza, coadiuvati da militari del Nucleo operativo e radiomobile e di altri reparti della Compagnia di Agrigento hanno eseguito 4 arresti in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Agrigento, concordando con le risultanze operative dell’Arma. I quattro colpiti dai […]

Pubblicato 9 anni fa

Questa mattina  alle ore 05:15, in Favara, i Carabinieri della locale Tenenza, coadiuvati da militari del Nucleo operativo e radiomobile e di altri reparti della Compagnia di Agrigento hanno eseguito 4 arresti in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Agrigento, concordando con le risultanze operative dell’Arma.

I quattro colpiti dai provvedimenti, accusati di omicidio preterintenzionale ai danni di Bennardo Chiapparo, 68 anni, deceduto lo scorso febbraio, sono tutti di Favara fra i 27 e i 40 anni:

–          Antonino Pirrera, nato a Favara in data 19.09.1976

–          Michele Sorce, nato ad Agrigento in data 25.08.1982

–          Carmelo Pullara, nato ad Agrigento in data 30.08.1989

–          Giovanni Ruggeri, nato ad Agrigento in data 04.05.1974

Il Gip Alessandra Vella ha disposto per Pirrera la custodia cautelare in carcere, mentre per gli ultimi 3 la custodia cautelare degli arresti domiciliari.

L’indagine trae origine dal decesso di Bennardo Chiapparo, avvenuto lo scorso 10 Febbraio  2016 presso l’ospedale San Giovanni di Dio, ove era stato ricoverato  esattamente 10 giorni prima, con un grave trauma cranico, causato, a dire di chi lo aveva accompagnato, da una banale caduta avvenuta lo stesso pomeriggio.

Le indagini effettuate, condotte dai Carabinieri della Tenenza, e coordinate dal Pubblico ministero Matteo Delpini, hanno invece delineato un quadro ben diverso, riassunto nel nome stesso dell’indagine: “Giustizia privata”.

Nella serata dell’01.02.2016 Chiapparo Bennardo, avrebbe sgridato per futili motivi il figlio minore di Antonino Pirrera, in quanto poco prima avrebbe tirato dei calci ad una insegna pubblicitaria dell’autolavaggio del defunto. Sgridandolo, il bambino cadeva, procurandosi delle abrasioni alle ginocchia. Antonino Pirrera venuto a conoscenza dell’accaduto, la stessa sera organizzava, unitamente agli altri soggetti, una spedizione punitiva nei confronti di Bennardo Chiapparo, rintracciandolo sotto la propria abitazione. Al primo pugno, sferrato proprio da Antonino Pirrera il Chiapparo cadeva a terra battendo violentemente la testa. I figli del defunto, Carlo e Angelo Chiapparo, andavano subito in soccorso del padre ma venivano aggrediti violentemente dagli altri arrestati che durante la colluttazione provocavano anche la frattura del braccio di uno dei due. La caduta provocava a Bennardo Chiapparo un’emorragia cerebrale non operabile ed in data 10.02.2016 periva presso ospedale di Agrigento ove era ricoverato.

Il fatto che balza subito all’occhio è che nessuno dei familiari ha rappresentato quanto successo per paura di eventuali altre ritorsioni da parte degli aggressori.

Stanotte i responsabili del brutale fatto sono stati assicurati alla giustizia.

A seguito della perquisizione personale e domiciliare effettuata presso l’abitazione di Antonino Pirrera durante l’esecuzione dell’ordinanza venivano trovati e sequestrati reperti di presunto interesse archeologico:

–          un’anfora in terracotta della lunghezza di circa 30 cm;

–          un vaso in terracotta della lunghezza di circa 30 cm con disegni di colore nero;

–          un boccale in ottone.

Il materiare sequestrato sarà inviato al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio  culturale per le successive verifiche.

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