Agrigento

“Falsi accertamenti Enel in cambio di soldi”, chieste 16 condanne

Nel processo "Alta tensione", nato dall'inchiesta su un sistema di furti di energia elettrica e tangenti pagate agli ispettori Enel

Pubblicato 4 ore fa

Il procuratore generale ha chiesto alla prima sezione della corte di appello di Palermo di confermare le 16 condanne inflitte nel processo “Alta tensione”, nato dall’inchiesta su un sistema di furti di energia elettrica e tangenti pagate agli ispettori Enel per evitare controlli e denunce. Al centro dell’indagine, condotta dalla Procura diAgrigento, le manomissioni dei contatori che avrebbero consentito a commercianti e imprenditori di consumare corrente senza pagarla integralmente, grazie anche alla complicita’ di due tecnici.

La pena piu’ pesante, otto anni di reclusione, era stata inflitta in primo grado all’ispettore Giovanni Trupiano, nel frattempo deceduto. La moglie ha impugnato la sentenza nella qualita’ di erede. Sei anni e quattro mesi erano stati inflitti all’altro ispettore, Domenico La Porta, di Naro. Secondo l’accusa, entrambi avrebbero ricevuto denaro per coprire i furti e impedire che le irregolarita’ venissero denunciate. Agli imputati sono contestati, a vario titolo, corruzione, peculato e furto aggravato. Il processo di primo grado si era concluso davanti al tribunale di Agrigento con 17 condanne e due assoluzioni. Il giudizio di appello riprendera’ il 28 gennaio con gli interventi delle difese.

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