Migranti nascosti nel camion della spazzatura tentano di scappare da Lampedusa; Masia “Vogliamo stare tranquilli”
Ancora un tentativo disperato di fuggire da Lampedusa e dal centro di accoglienza hot spot di Contrada Imbriacola. Stasera un gruppo di migranti (sei tunisini ed un egiziano) ha cercato di lasciare l’isola nascondendosi all’interno di un camion della nettezza urbana destinato a Porto Empedocle. A scovarli i carabinieri dell’isola e i vigili del fuoco […]
Ancora un tentativo disperato di fuggire da Lampedusa e dal centro di accoglienza hot spot di Contrada Imbriacola.
Stasera un gruppo di migranti (sei tunisini ed un egiziano) ha cercato di lasciare l’isola nascondendosi all’interno di un camion della nettezza urbana destinato a Porto Empedocle.
A scovarli i carabinieri dell’isola e i vigili del fuoco del locale distaccamento.
Si tratta dell’ennesimo tentativo di fuga da Lampedusa, quasi simile a quello del 5 dicembre scorso ovvero messo in pratica con sistemi più disparati.
L’altro giorno tre tunisini sono stati trasportati d’urgenza dall’Isola a Palermo, in elicottero, dopo aver ingerito pezzi di ferro e lamette. Inutile dire che dopo l’arrivo dei tre tunisini nel capoluogo regionale di loro non si ha più alcuna notizia.
Al momento nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola, hanno trovato posto una novantina di nordafricani.
“Non è possibile andare avanti così – ha denunciato Davide Masia, presidente del consiglio comunale di Lampedusa – oramai anche l’elicottero di soccorso è diventato una specie di autobus per soli tunisini a discapito degli isolani che hanno solo questo mezzo per le emergenze. . Ogni giorno accade qualcosa a qualcuno di loro e quasi regolarmente, l’elicottero di soccorso parte per accompagnarli a Palermo. Credo – ha continuato Masia – che sia arrivato il momento da parte di chi coordina le operazioni di distribuzione dei migranti e di rimpatrio per coloro i quali è previsto, di rispettare maggiormente la nostra collettività che soffre molto nel momento in cui dei tunisini permangono sull’isola liberi di uscire dall’hot spot per settimane, si tratta di persone che come unico scopo hanno quello di potere far perdere le loro tracce per rimanere in Italia clandestinamente o per potere raggiungere altre nazioni europee. Nelle ultime settimane a Lampedusa, sono stati registrati anche diversi casi di furti con scasso in diverse abitazioni dell’isola, furti di auto e danneggiamenti a case. A tutto c’è un limite e credo che davanti a problemi come quelli che stiamo vivendo oramai da parecchio, qualcuno abbia l’obbligo di garantire anche a noi lampedusani di potere stare tranquilli e vivere in sicurezza come è giusto che sia in uno stato di diritto. I tunisini che stanno qui a Lampedusa – ha infine detto Masia – devono essere trasferiti al più presto e questo per ovvie ragioni e non perché non siamo ospitali; i tunisini sono terrorizzati da un possibile rimpatrio e a quanto sembra sono capaci anche di gesti estremi. In un posto così piccolo si capisce che è difficile gestire questo tipo di problematiche”

