Pronto soccorso, l’Asp corre ai ripari: nuovo primario e procedure veloci per i codici “light”
L'azienda prendendo atto delle dimissioni del vertice medico della struttura ha nominato il dottor Salvatore Gallo
Medicina d’urgenza sempre più in crisi all’ospedale San Giovanni di Dio, l’Asp corre ai ripari per fronteggiare la situazione. L’azienda sanitaria ha preso atto delle problematiche in prima persona: lo scorso 20 agosto, come si legge su una delibera pubblicata oggi, la direzione strategica ha effettuato un “accesso diretto” nell’ospedale agrigentino, individuando “rilevanti criticità” e ha quindi ritenuto “indispensabile garantire compiutamente i LEA, assicurando l’erogazione delle prestazioni sanitarie di emergenza urgenza, onde soddisfare adeguatamente la domanda assistenziale del notevole bacino di utenza afferente il pronto soccorso di Agrigento”.
Un pronto soccorso che ha cambiato guida, dopo le dimissioni consegnate lo scorso 27 agosto del primario in carica. A subentrare sarà, verosimilmente in modo temporaneo, da Salvatore Gallo, già primario del pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì, incarico che manterrà. L’affidamento della responsabilità a Gallo, comunque, si inserisce in un più ampio piano di interventi finalizzato a rafforzare l’organizzazione, migliorare la sicurezza e la continuità assistenziale e ridurre i tempi di attesa.
Il piano prevede, nell’immediato, il reclutamento di 4-6 medici di emergenza, attraverso avvisi pubblici e mobilità volontaria, e l’ampliamento del monte ore per le prestazioni straordinarie, quale misura ponte in attesa del completamento del reclutamento stabile. Prevista inoltre l’attivazione di un percorso fast-track dedicato ai codici bianchi e verdi, attraverso il coinvolgimento dei medici di continuità assistenziale, e il potenziamento dell’osservazione breve intensiva (Obi), con il raddoppio dei posti letto dagli attuali 4 a 8.
“L’arrivo del dottor Gallo alla guida del Pronto Soccorso di Agrigento – dichiara il commissario straordinario dell’Asp, Alessandro Delle Donne – rappresenta un primo passo di un percorso che abbiamo voluto avviare con immediatezza e che non può prescindere da un approccio nuovo. Non escludiamo alcuna possibilità di intervento: agiremo sul piano organizzativo e strutturale e, nell’ambito dei limiti di assunzione, anche su quello del reclutamento del personale. Siamo tuttavia convinti che ciò che sarà determinante è soprattutto un diverso approccio organizzativo e culturale, capace di rendere più fluidi i percorsi, migliorare l’appropriatezza degli accessi e mettere nelle condizioni gli operatori di lavorare meglio e in maggiore sicurezza”.
Le azioni saranno attuate progressivamente con una tempistica modulata proprio in relazione all’urgenza degli interventi, con l’obiettivo di garantire una maggiore copertura dei turni, ridurre i tempi di permanenza e favorire il decongestionamento del Dea. Interventi analoghi saranno intrapresi anche negli altri pronto soccorso dell’Asp, in misura proporzionale alle specifiche criticità e alle esigenze organizzative di ciascuna struttura.




