Scuola, si riparte il 15 settembre: in Sicilia resta il problema del caldo nelle aule
Il Codacons e Ida Carmina alzano la voce contro il governo
Mancano pochi giorni ormai all’inizio della scuola. Le lezioni in Sicilia partiranno martedì 15 settembre. Ma il problema è sempre lo stesso, e stavolta va anche peggio: le temperature hanno superato tutti i record degli anni scorsi e le aule sono diventate invivibili, delle vere e proprie serre dove insegnanti, alunni e personale sono costretti a soffrire il caldo nero, ed è inevitabile che si torni a parlare di interventi urgenti.
“Non possiamo aspettare che aprano le scuole per scoprire che studenti e insegnanti devono passare ore in aule bollenti. Chi di dovere deve agire subito“, dichiara il Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, in una lettera inviata alla Regione, ai Comuni, alle Città metropolitane, ai Liberi Consorzi e ai presidi chiedendo controlli immediati. “Bisogna controllare le temperature e l’aria dentro le classi, verificare se i sistemi di ventilazione e i condizionatori funzionano e annullare le differenze: non si può accettare di trovare gli uffici di presidenza con l’aria condizionata e, nello stesso palazzo, studenti e professori che si sciolgono dal caldo. Non esistono scuole di serie A e di serie B”, dice il Codacons.
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è la deputata agrigentina Ida Carmina, che interroga il Ministro dell’Istruzione e del Merito: “Qui parliamo di sicurezza, di civiltà e di difendere il diritto allo studio dei ragazzi e il lavoro dei professori. Provateci voi a stare in un’aula a 40 gradi per cinque o sei ore di fila. Il Governo Meloni sembra aver scelto la strada più facile: far finta di niente finché non scoppia il caos. Ma la scuola è il nostro futuro e non possiamo lasciare i nostri figli a cuocere in classi infuocate.”




