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Mafia, pentiti rivelano: “Così si voleva uccidere l’ex ministro agrigentino Mannino”

Udienza del processo-stralcio sulla presunta trattativa Stato-Mafia, ieri, a Palermo. In aula Gioacchino La Barbera e il pentito Giovanni Brusca messi a confronto. Quest’ultimo ha rivelato di aver ricevuto l’incarico da parte del boss defunto Totò Riina di uccidere l’ex ministro agrigentino Calogero Mannino. Bruca ha dichiarato di aver ricevuto l’incarico dopo la strage di […]

Pubblicato 7 anni fa

Udienza del processo-stralcio sulla presunta trattativa Stato-Mafia, ieri, a Palermo.

In aula Gioacchino La Barbera e il pentito Giovanni Brusca messi a confronto. Quest’ultimo ha rivelato di aver ricevuto l’incarico da parte del boss defunto Totò Riina di uccidere l’ex ministro agrigentino Calogero Mannino.

Bruca ha dichiarato di aver ricevuto l’incarico dopo la strage di Capaci e che lo stesso non venne portato a termine perchè gli obiettivi cambiarono.

La Barbera, altro pentito, ha detto di essere stato di avere gia cominciato a “portare il vino” in via Ventura dopo essere stato incaricato di pedinare Mannino (lo avrebbe fatto alla fine dell’estate del 1992, quando si l’ipotesi omicidiaria riprese quota). Per compiere l’attentato nei confronti dell’ex ministro era prevista una autobomba.

 

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